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Tmo watch/ Spigole e coiti interrotti

Tele Monte Orlando, prima telestreet gaetana, laziale e forse d’Italia, ormai lo abbiamo capito, è fatta così:mischia dilettanti e professionisti, borbonici dal tocco naif e sperimentali di area situazionista, reale e immaginario. L’ultima novità dell’eterogeneo flusso di programmazione in onda sulla telestreet gaetana, tra scenografie da tv romena e incursioni borboniche, si chiama “Kitab”. Sottotitolo: “Lo sterminio dello spettacolo”. E già il nome ci mette allegria. Va in onda il mercoledì sera e già l’aria di Tmo cambia: come passare dalla sagra di paese alla seduta spiritica. Interruzione dei vostri vissuti di vita apparente, come la autodefiniscono i suoi autori. Un telo scuro, due sedie gotiche, un televisorino rosso spento e l’inquadratura sbilenca. Nella puntata di mercoledì scorso il conduttore e autore Gabriele ha rivelato: “Il nostro obiettivo è quello di distruggere la televisione… lasciamo perdere che poi le masse telespettatrici gaetane si appassionano di più ai consigli comunali da Burkina Fasu o ai monumenti nascosti…”. Nel frattempo, siccome nell’attesa di distruggere la televisione continuano a farla, forse se provassero a farsi capire un poco di più sarebbe meglio. Forse all’insaputa del Masaniello Ciano, e degli stessi spettatori di Tmo, i ragazzi di Kitab stanno anche provando a scrivere una sorta di “manifesto” della telestreet gaetana. Uno scritto molto lungo e laborioso in cui si sostiene l’idea di un “salario sociale per il telespettatore” (Ciano spera che non debba pagarlo lui però, giacché in un’altra parte dello stesso manifesto si sostiene che Tmo rifiuta di ricorrere ad introiti pubblicitari o fondi di ogni genere).

Col probabile disappunto del consesso intellettuale di Kitab noi però ci siamo più appasionati a un nuovo format lanciato da Tmo lunedì scorso, e destinato a sicura gloria. Antonio Ciano e il giornalista, esperto di biologia marina e subaqueo Adriano Madonna sono scesi al mercato del pesce situato in lungomare Caboto zona Peschiera per un vero evento live. Ciano con la telecamera, Madonna (Adriano) davanti alle bancarelle che illustra pesci e molluschi, e intorno capannelli di gente curiosa. Breve ma significativo resoconto ittico della prima puntata (registrata in un sabato sera di metà novembre). Il polpo verace (che è un cefalopode) e quello non verace («un animale estremamente inelligente»), il coccio, il fragolino («che nascono maschi e muiono femmine o viceversa», spiega Madonna; «allora sono più evoluti di noi!» commenta Ciano con enfasi), la tracina, gli sconcigli (molluschi che hanno lo stomaco nel piede, o qualcosa del genere, e che scopriamo essere dei precursori della storia: «usati per estrarre la tintura rossa con cui venivano tinteggiate le toghe dei magistrati nell’impero romano». A quelli di Forza Italia prenderà un colpo: le toghe rosse esistevano già duemila anni fa). Il pesce sciabola, le lampughe o corifene, le cape troppole, il pesce-prete, la triglia («una nota divertente: la triglia è un pesce che arrossisce quando ha paura», Madonna. «Perciò si dice che uno tie’ gli uocchie di triglia! Eh eh eh!», Ciano). Quando Madonna arriva ai tonni non fa finta di niente, e però una parola sulla scottante questione politica di cui si parla negli ultimi mesi a Gaeta (l’installazione di un invasivo e intensivo allevamento di tonni nelle acque del Golfo, dell’azienda di proprietà del fratello del sindaco) è inevitabile, e lui lo dice chiaro e tondo: «Io non sono per questa iniziativa di far un allevamento di tonni a Gaeta, proprio perché noi avremo una massa di escrementi nel golfo di diverse tonnellate giornaliere che difficilmente verrebbero trasformate o annullate, poiché non abbiamo un equilibrio ecologico tale da consentire certi fenomeni naturali». Ancora si va avanti: la suacia, la linguattola, il rombo, la sogliola, l’orata, il palombo (quest’ultimo sventrato in diretta). Sigla finale: «Vicin o’ mmare/ facimm ammore/ a’ core a’ core/ ‘ppe ci spassà» (canta Massimo Ranieri). Il sabato successivo il duo Ciano/Madonna è tornato al mercato del pesce per la seconda puntata, ma dopo due giorni di mareggiate la situazione era assai più misera. È durata un quarto d’ora con Madonna (Adriano) alle prese con un paio di parnocchie smorte, e nessuno intorno.

Qualche ora dopo abbiamo riacceso su Tmo e c’era ancora una replica dell’implacabile Kitab, a metà strada tra Debord e Bertinotti. C’era Gabriele che leggeva un lungo monologo, con espressione accigliata. Non ricordo bene di cosa parlava ma ricordo che dentro c’erano: on espressione severa, un lungo monologo. Dentro c’erano: lo spettacolo, Jacques Lacan, la psicoanalisi, Freud, Tmo appunto, Berlusconi, l’invasione di Praga, la legge Mammì, Ambrogio Vitali, il lungomare di Gaeta, le telestreet, santà trinità mediaset, l’alta finanza, Bossi, Fini, l’Acheronte e il Lete, la massoneria, il red alert, Falcone e Borsellino, i disoccupati, i precari, la comunità dei giovani, la società-schermo, la repubblica delle banane, Biagi, Santoro e – va a sapere – “il coito interrotto dello spettacolare integrato”. Ora andrò a informarmi su dove posso riscuoterlo questo salario sociale del telespettatore, straordinari compresi.

cianotmo watch

Luca Di Ciaccio • 17 giugno 2005


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