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Tmo watch/ Al Bano, orgoglio del sud

Concertino di Al Bano alla festa di ferragosto dell’Associazione Finanzieri, nella caserma di Gaeta. Non mi sarebbe passato lontanamente per la testa di andarci, però qui lo si è visto grazie alla prode opera di Antonio Ciano e della telestreet gaetana Tele Monte Orlando, e in effetti un po’ mi si sono rizzati i capelli in testa. È finita, tanto per avvisarvi, col comandante della caserma a esaltare “le eccezionali qualità morali” del cantante pugliese e nugoli di signore del pubblico e fedeli lettrici di rotocalchi a rispondere in un sol coro “lo sappiamo! lo sappiamo!”.

Prima di ciò, un paio d’ore di piano bar, con tutto il solito repertorio di anni sessanta e balli di gruppo, tra una portata e l’altra delle tavole imbandite, su cui uomini e donne in abito da gran gala, sui volti liete espressioni di sicurezza statale e parastatale, si tuffavano come in una sbronza. Fugaci apparizioni di buonumore, come quella della mitica signora Scialdone, indimenticata tenutaria di una rubrica di ricette sulla stessa TMO, che tutta sberluccicante in abito da sera e chioma rossa, tipo Jessica Rabbit in età da pensione, ondeggiava sinuosa verso la telecamerina del povero Ciano, dicendo “te quiero mucho, te quiero mucho”. A un certo punto si sono visti pure, chissà come, un paio di minuti di ballo dei “watussi” a scorrimento veloce, il che rendeva la visione molto più straniante e malinconica di quanto già fosse, con effetti superlativi. E insomma a metà serata avevamo già visto scene di ordinario paese che già bastavano a spiegarci le Lecciso senza bisogno di Al Bano e meglio di cento teorie massmediologiche.

Poi però Al Bano è finalmente arrivato, le femmine presenti se lo sono sbaciucchiato e abbracciato e venerato come meglio potevano, “l’orgoglio del Sud” ha commentato Ciano, anche il sindaco tentava di stringergli la mano ma è stato sopraffatto da cotanta passione. E infatti c’è toccato scoprire che pure Al Bano, lo Jefferson che “se la Puglia avesse le montagne rocciose sarebbe l’America”, professa fede borbonica, dedica le canzoni al re Franceschiello e legge i best-seller di Ciano sui briganti. Chissà che il libro di Ciano non se lo porti anche, tra un mese, insieme alla figlia, sull’Isola dei Famosi di Rai2. E nel frattempo, a noi che meditiamo in terrazza sulle sorti del mondo, c’è piaciuta quell’aria crapulona e decadente che aleggiava sulla serata, con quel che rimane della fortezza gaetana a far da sfondo. Quel piccolo affresco di una civiltà decrepita che (giustamente) sta per essere travolta e dominata dai Mori. Dopodiché Al Bano se ne è andato, e un gruppo di marescialli in pensione ha attaccato a ballare YMCA.

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Luca Di Ciaccio • 1 luglio 2005


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