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Tmo watch/ Il milite ignoto vietnamita

Tele Monte Orlando, la prima tv di strada gaetana eccetera, forse proprio italiana, è ormai un punto di riferimento del paesone gaetano. Nel negozio sali e tabacchi di Ciano sulla piazza del Comune è tutto un via-vai di persone che chiedono videocassette, pretendono interviste, segnalano cosa vorrebbero vedere la sera in tivù. Qualche giorno fa, in un ordinario pomeriggio, sono passato anch’io dal suo negozio. Mezz’ora, in ordine di apparizione: la signora Strozza che richiedeva un servizio di Tmo sullo sfratto del centro anziani di via Europa (“Anto’, tu fammi una telefonata che io do la voce a tutti gl’ viechie e ci facimm’ truvà al centro”); il professor Cardi disponibile a farsi intervistare sulla storia completa degli assedi gaetani (“ma facciamo subito, che dopo devo andare a sbrinare il congelatore di mia madre”); un signore che consegna due videocassette; il segretario locale della Margherita alle prese con il successo dopo essere stato intervistato su Tmo (“mi dicono che sono più bello di Rutelli”). Ma sulla televisione gaetana c’è posto per tutti. La scorsa settimana il Masaniello dell’etere ha intervistato il Maestro Gianni Guadalaxara: artista e uomo di destra, pittore e ma anche spirito goliardico con tratti di comicità da Bagaglino, fervido ammiratore della Ducia Alessandra Mussolini. Il confronto con Ciano, tabaccaio gramsciano migrato dal Pci alla Lega Sud, si preannunciava di estremo interesse, nonostante il Maestro Guadalaxara abbia fatto sapere da subito che stava ancora digerendo una frittata di pasta da quattro uova. Solo che ad un certo punto, sarà stata la frittata o sarà stato Marx, io come spettatore non ci ho capito più niente. Diciamo che non si distingueva più il discorso serio e la barzelletta, l’opinione e la boutade, il punto di vista originale e la scemenza. Le riporto così, al lettore l’arduo giudizio.

«Io sono un uomo di destra eppure la destra non mi ha mai sponsorizzato» (Guadalaxara). «E io ritengo sempre che i cavalli, chissà p’cché, rappresentano i briganti del Sud. Ma questa è una mia fissa, eh maestro!» (Ciano). «E lui mi guardò e mi disse: ma questi quadri sono un po’ d’avanguardia per Atene» (Guadalaxara, ai tempi in cui anche lui era d’avanguardia). «Qui vedete la matrice di destra del Maestro. Noi non gliene facciamo una colpa» (Ciano, inquadrando copie della rivista Il borghese). «Il Milite Ignoto invece nel Vietnam si chiama Ki Kazz Ye» (Guadalaxara). «Tutte le leggi sociali sono partite dal fascismo» (Guadalaxara). «Maestro, io dico che in Italia abbiamo avuto un governo di sinistra. Uno solo. E’ stato quello di Mussolini. Tutti gli altri sono stati governicchi» (Ciano). «E lui non ricordava più il nome di questo pittore, che si chiamava Picasso, e allora la moglie per salvarlo disse: si chiama Piminchia!» (Guadalaxara). «Io ho avuto anche un parente fucilato da Mussolini, e lei lo sa Maestro» (Ciano). «Alle prossime elezioni vincerete voi di sinistra. Quindi mo’ fateci fare quello che vogliamo» (Guadalaxara). «Io immagino una democrazia greca, dove la gente si siede sotto l’ulivo e ragiona» (Ciano). «Anche i greci quando le cose andavano male e il libertinaggio dilagava, loro nominavano un dittatore per due o tre anni» (Guadalaxara). «Parole, parole, parole, e noi abbocchiamo» (Ciano, fine interpretazione di un quadro). «La mia famiglia è di origine ebraica. Allora mio fratello, confondendo l’ebraismo con l’avarizia, mi ha detto: ma come , noi simm’ tanto sciampagnoni!» (Guadalaxara). «Qualche volta ci sediamo sotto l’ulivo e ci mettiamo a raccontare barzellette» (Ciano, forse ripensando alla sua idea di democrazia greca). «E lo dico ad alta voce: Cavour era un pedofilo e io c’ho le prove, venitele a vedere» (Ciano, ha le prove).

tmo watch

Luca Di Ciaccio • 15 luglio 2005


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