Ludik

un blog

Tmo watch/ Lezioni di storia

Questa è la società dell’apparire, va bene. Ma avete presente come appare Antonio Ciano sulla sua TMO? Prendete una puntata qualsiasi delle sue interviste in giro per le strade e le campagne di Gaeta e dategli un’occhiata, nei non frequentissimi casi in cui decide di apparire davanti la telecamera (o semplicemente quando trova qualcuno così gentile da reggergliela). Un paio di jeans malamente consumati, o dei bermuda molto casual se fa caldo. Mocassini scuri o sandali. Una maglia o una camicia senza fronzoli, che se non è dell’Oviesse sembra dell’Oviesse. Non esiste forse altro personaggio al mondo che se ne sbatta così del proprio aspetto in tv, fosse pure la tv creata nel suo tinello.

E allora ti spieghi quei suoi programmi (ormai quasi cult) delle notti o dei pomeriggi estivi, le sue interminabili lezioni di storia rigorosamente meridionaliste e anti-risorgimentali. Mentre lui parla e contemporaneamente inquadra vecchi libri con la telecamera, accende lo stereo su “Briganti se more” di Bennato o sul più ritmato “Siamo meridionali” di Mimmo Cavallo, volta pagine, inveisce contro i Savoia o Berlusconi, legge e spiega. E sullo sfondo lo scenario domestico di tovaglie a quadrettoni rossi e cesti di frutta, e i rotoli di tovaglioli appoggiati a reggere i libri. Ti spieghi il suo immancabile saluto, quel “sperando di avervi fatto cosa gradita”. Ti spieghi le sue inquadrature oblique in soggettiva sui volti degli intervistati, le sue panoramiche sui passanti, certe sue domande abominevoli, i commenti interminabili sui massimi sistemi. E capisci che, forse, c’è del genio. Capisci che lui, il Masaniello dell’etere, è fatto così: sempre in bilico tra l’universo ordinato e la sua degenerazione nel selvatico. Difatti, benché gli capiti di avere talvolta ragione nei suoi discorsi, ci aggiunge sempre una smodata dose di retorica e indignazione. Non arrivo a dire che sia già qualunquismo populista demagogico o strumentale, perché stimo Antonio Ciano più di così, ma spero che ci stia attento. Un mio amico, per esempio, mi ha confessato che non riesce a stimarlo più come prima da quando, con la telecamera in un ristorante, gli ha sentito dire che lui, alla semifinale dei mondiali di calcio del ’90, aveva tifato Argentina.

cianotmo watch

Luca Di Ciaccio • 15 settembre 2005


Previous Post

Next Post