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Tmo watch/ Veline de noantri

Sulla telestreet gaetana dove, alle nove di sera e a giorni alterni, è stata appena inaugurata una nuova versione della solita “Rassegna stampa”. Prima c’era solo l’infaticabile Masaniello dell’etere Ciano a declamarla, sul banco del suo negozio o sul cofano del furgoncino o sul tavolo degli studios, come capitava. Notizie spiegate al popolo, mescolando le cronache del Golfo, i titoli dell’Unità e qualche poderoso libro meridionalista o di Travaglio. E poi un po’ di grugniti, colpi di tosse e borbottii che da soli (a saperli interpretare) valevano più di cento commenti.

Adesso Ciano ha chiamato al suo fianco nelle Rassegna una presenza femminile, la signora Nunzia Coccoluto. Che è madre di famiglia e nuora d’arte della mitica signora Anna, quella del vecchio e indimenticato programma di ricette su Tmo, quindi una garanzia. La procace signora Nunzia rappresenta la risposta femminile e femminista alle accuse di una Tmo tutta al maschile, evidentemente per dare un tocco mammario al meridionalismo naif di Ciano. Così mentre il Masaniello dell’etere fa le consuete tirate per nome e per conto della dignità gaetana e sudista, dispensa consigli e ammonizioni, se la prende con la Camera di commercio che ci mette troppo tempo a eleggere il suo amico Zottola alla presidenza, sputacchia su Garibaldi e Berlusconi, insomma mentre lui mette in scena come sempre il suo presepe ideologico di memorie popolari e crociate contro la prepotenza (tiè, guagliò), la bella Nunzia infligge il colpo di grazia alle famiglie gaetane davanti alla tivù sfoggiando una tenuta da Parietti dei tempi d’oro, tanto per rimarcare quanto conti l’apparenza.

Senza tuttavia rinunciare a dimostrare competenza politica sulle riforme e una sapienza sociologica sulle tendenze e su qualsiasi “probblema” alla moda. “Dico bene, Nunzia?”. “Eh, come no!”. Quasi ottimo il clima, una doppia conduzione così non si vedeva dai tempi di Carelli e la Buonamici al Tg5 dell’ora di pranzo. “E scusateci se qui in studio fa un po’ caldo…”. “Uh, è caldissimo qui”. Gli spettatori, d’altra parte, sono assai peggio dei programmi che guardano, e dopo una mezzoretta già cominciano a domandarsi quand’è che Antonio indosserà il papillon da avanspettacolo e Nunzia comincerà a cantare “la cammisella no no”. Ma è tutto serissimo, giusto una puntina (o una puntona) di tette, pure un po’ sudate. Che non guasta mai.

tmo watch

Luca Di Ciaccio • 6 ottobre 2005


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