Ludik

un blog

Tmo watch/ Ciano santo subito

Guardo su Tele Monte Orlando la processione della Madonna protettrice della contrada Longato, residuo di antiche tradizioni di fede contadina e usanze rurali, e non mi viene in mente nessuna crisi mistica o deriva teo-con. Ma, per dire, sorrido quando Antonio Ciano (lui che una volta richiamò le sue influenze politiche nel “socialismo con influenze cristiane e francescane”) tenta di parlare a un cane che abbaia irriguardosamente mentre passa la statua della Vergine. “Fai silenzio, che passa la Madonna”. Bau, bau. “Be’, si vede che anche il cane manifesta la sua fede”. Il cardinal Ruini approverebbe: in questi tempi di secolarizzazione non si butta via niente, ogni conversione viene utile. Ma insomma: noi gente dotata di un radicato senso della laicità, dovremmo preoccuparci della centralità linguistica e spettacolare che le processioni di santi e madonne (ma quante ne fanno, un paio a settimana?) stanno assumendo nel panorama della telestreet gaetana? Non è che pure il Masaniello dell’etere ci diventa più papista del papa? La mia opinione, per ora, è più tranquillizzante. Se, come nel caso gaetano, una tivù è fatta dal territorio, e non solo per un territorio, è normale che si vedano anche le processioni del patrono così come i saggi nelle scuole o i concerti della banda in piazza o i consigli comunali.

E nel momento in cui Tmo diventa fautrice del senso comune, della “voce della gente” e di un ritorno ai temperamenti popolari (beninteso, pur rimanendo lontanissima da eccessi “alla leghista”, diciamo così), allora non fa che rispondere alle esigenze del suo pubblico, all’istinto locale che cerca rifugio dall’invasione del globale. In fondo, le feste patronali, le processioni dei santi (dove sempre il vero protagonista delle furbe inquadrature diventa lo stesso pubblico in strada piuttosto che il santo o chi per lui), le sagre, le ritualità campagnole si offrono ormai come “frammenti di una Disneyland per la terza età” (cito Aldo Grasso). Ricostruzioni del tempo che fu, aiutate in questo caso dal repertorio ideologico – naif dello stesso Ciano nelle vesti di commentatore. E tuttavia questo tipo di trasmissioni spesso si rivolgono agli anziani, alle persone sole, ai malati; da questo punto di vista svolgono anch’esse un’importante funzione sociale. E incarnano – qui sta il nodo – un’identità profonda e localissima che si confonde nell’evo della post-modernità ma che ancora resiste. E lo stesso Ciano una volta candidamente ammise: «quando vado a riprendere le processioni, la gente rende omaggio più a me con la telecamera che alla Madonna». Santo subito, insomma.

cianotmo watch

Luca Di Ciaccio • 13 ottobre 2005


Previous Post

Next Post