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Tmo watch/ Premio letterario

Meno male che c’è Tmo, l’unico servizio pubblico rimasto che si occupa di far sapere al paese ciò che il paese ignora. Anche portando all’attenzione collettiva piccoli frammenti di assessorati e di cultura, tra le pieghe di Gaeta. “Premio lettarario di viaggio e di avventura Città di Gaeta – IX edizione”, un giorno qualunque durante l’autunno, di tardo pomeriggio. Arena del ristorante “Del Mar”, vicino al porto, notevole presenza di zanzare, cielo nuvoloso minacciante pioggia, pubblico in verità un po’ scarso, classico demi-monde gaetano d’occasione. Attesa per lo storico incontro tra due pilastri, Maria Giovanna Elmi (ex annunciatrice Rai, conduttrice della serata, fresca di nomina a Presidente del Teatro Stabile di Trieste senza sapere nemmeno lei perché) e Massimo Magliozzi (sindaco di Gaeta per Forza Italia, già Capitano, appena auto-nominato assessore ad interim alla Cultura senza sapere nemmeno lui perché), incontro che però salta per assenza del sindaco.

Segue breve catalogo random di frasi, inclusa la deriva “fatinesca” della Elmi. «Sono arrivati i libri più svariati, dalle guide turistiche alle poesie» (Sandra Cervone, valoroso ufficio stampa del premio). «Ecco, vedete, una giuria veramente composita e vigente professionalmente… heee, preparata» (Antonio Ciano, telecronaca per TMO). «Lei ha veramente lavorato per questo premio, poi ha dovuto lasciare, ma continuiamo a ringraziarla» (S.C., parlando di Maria Pia Alois, roscia di capelli ma di destra nel cuore e pure poetessa, compianto assessore alla Cultura nonché unico salvagente grammaticale della giunta gaetana, liquidata un paio di mesi fa per uno spiccio rimpasto di poltrone). «Quindi aspettiamo ancora un attimo per dare modo a tutti gli amici di sedersi» (Giovanbattista Albano, detto Vanni, ufficio stampa del Comune, ragazzo perbenissimo e presentatore composto). «Epperò mi hanno detto: datti subito da fare che questi sono tempi duri» (Elmi, sulla sua strepitosa nomina allo Stabile di Trieste). «Chiedevo al sindaco a quale periodo risale Caboto, pare a circa cinquecento anni fa» (Elmi, colei che recentemente inserì Goldoni tra i viventi). «Sono stato chiamato così, all’improvviso, a introdurre la serata finale di questa manifestazione conclusiva» (Tonino Lieto, consigliere comunale). «Ci chiedevamo: perché il premio città di Gaeta non può diventare come il Campiello, o come lo Strega? Questo è il nostro traguardo, ma al momento pare un sogno» (prof.ssa Rossana Esposito, patronessa del premio per dieci eroici anni, si guarda attorno con aria comprensibilmente schifata). «Una cornice così non poteva trovare una migliore collocazione» (Elmi, dispensatrice di complimenti infiocchettati e saluti zuccherosi). «Scusate se rompo la linea di schivezza che mi è di costume. Un’altra cuspide, un altro punto di stacco nella curva dell’esistenza, e un altro momento di sofferenza, perché di solito non partecipo a queste manifestazioni» (Gaetano Andrisani, premiato). «Già vedo una scatola… Vanni, non è questa?? Dai, apriamo, eheheh, vediamo dove è scritto il nome!» (Elmi, momento premiazioni). «E mi sdraiai per contemplare con maggior agio il cielo amabile» (il consigliere Lieto, leggendo con aria ispirata un brano del premiato Jesus Del Campo). «Allora! Caro Vanni! Dobbiamo continuare! Perché stiamo per arrivare!» (Elmi). «Sono anche un po’ emozionato, se faccio così mi trema la mano» (Giuseppe Cederna, premiato). «Io sono felicissima di essere tornata a Gaeta, ma sempre per cose straordinarie, culturali, bellissime!!» (Elmi). «Due vincitori che però ci fanno anche pensare, alla fine» (Vanni Albano, esausto). «Allora io chiudo come se fossi dentro al televisore. Non spegnete ancora perché sto per dirvi che, signore e signori… (risatine in sottofondo) i nostri programmi per questa sera sono terminati e arrivederci alla prossima edizione. Buonanotte. Ah, no… il buffet! Il buffet!!» (Elmi).

tmo watch

Luca Di Ciaccio • 7 novembre 2005


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