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Lunghe conservazioni

Non è mai troppo tardi per correre ai ripari. O per iniziare nuove fasi e rinnovai slanci. No, non parlo del governo. Nemmeno dei piatti sporchi che straboccano dal lavello. Nell’anno in cui misi piede nel mondo, il Dipartimento dell’Educazione negli Usa pubblicò un rapporto intitolato “Una nazione a rischio”, dove per la prima volta veniva identificata “un’ondata di mediocrità” in via d’incremento nelle scuole del paese. Concludendo con fosche previsioni: “Questa generazione resterà probabilmente all’oscuro di importanti cose che dovrebbe conoscere”.

I ghiacciai forse, all’epoca, dovevano ancora cominciare a sciogliersi. Ora si dice che se un giorno l’umanità scomparisse, eventualità da non escludere, la Terra ci dimenticherebbe in fretta. Di più: senza la nostra rumorosa presenza il mondo starebbe molto meglio. Lo afferma uno studio recentemente pubblicato dalla rivista New Scientist. Basterebbero 24 ore per fare svanire l’inquinamento acustico, 48 per quello luminoso, e in tre mesi diminuirebbe di un bel po’ quello atmosferico. In 10 anni non ci sarebbe traccia di metano nell’atmosfera, in 20 le strade rurale e i villaggi verrebbero ricoperti dalla vegetazione, in 50 i mari e gli oceani si ripopolerebbero di pesci, mentre fiumi e laghi sarebbero ripuliti da nitrati e fosfati. Tempo 100 anni, alberi e sterpi crescerebbero sulle grandi strade e tutto dentro alle grandi città, nel giro di 200 anni collasserebbero i ponti e le strutture di metallo, in 500 anni le barriere coralline si ritroverebbero completamente rigenerate e, tra 1000 anni, ogni edificio scomparirebbe, mentre l’anidride carbonica nell’atmosfera tornerebbe a livelli preindustriali. Poi succederebbe che perfino gli oggetti in vetro e in plastica sarebbero dissolti.

Un altro studio, presentato pochi giorni fa dal Wwf, ci dice invece chiaro e tondo che un pianeta solo non ci basta più ed entro cinquant’anni ce ne servirà un altro. Nella classifica delle nazioni scialacquatrici, noi italiani siamo al ventinovesimo posto, molto più su di quelle sulla libertà di stampa per intenderci. Di questo passo la Terra non sarà più in grado di rigenerare quello che viene consumato, già con un certo squilibrio a dire il vero, e allora saranno guai. Ma forse aveva ragione il filosofo Louis Althusser (“comunista e uxoricida”, ho letto) quando, citando Marx, diceva che “in ogni caso la storia ha più fantasia di noi”. Siamo ancora in tempo per distrarci dal medioevo prossimo venturo, come cerco di dire sempre al mio nipotino.

Luca Di Ciaccio • 28 ottobre 2006


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