Ludik

un blog

Quasi quasi mi faccio una lista

Tutti così i politici, pure nel paesone di mare a sette mesi dalle elezioni comunali. Si impicciano, baccagliano, sgovernano. Certo, quando sarà il momento, sfodereranno sorrisi e promesse e santini e sarannomo tutti pronti, sempre i soliti, a ricominciare un altro giro al gioco dell’oca. Che fatica. Ma intanto. Intanto noi che si fa?

Le giornate si accorciano, i pomeriggi si infreddoliscono, come si passa il tempo? Ci si pensava giusto l’altra sera, con amici extraterritoriali ma sinceramente riformisti, nella mia stanzetta romana, a una cena a base di tielle e polipi di mare. Basta poco, dice uno: fondiamo una lista civica. Serve una stanzetta per i meeting, un simboletto stilizzato, un sorriso isterico, un po’ di aggettivi, qualche amico di compagnia. Voilà.

Con la vostra nuova lista civica potrete organizzare riunioni, creare festicciole, invitare nel vostro soggiorno le telecamere della tv di paese, preparare un buffet coi pasticcini e la gazzosa, stilare un programma, sfidare gli amici al comitato centrale, immaginarvi come il Sarkozi o la Segolene di Montesecco, farvi offrire il caffè al bar. Più divertente del Fantacalcio, se ci pensate. Ma bisognerebbe sbrigarsi, dicono loro, non passa giorno senza che ne nasca una nuova, di queste liste. Ma io abito centocinquanta chilometri lontano, cerco di obiettare. Non farti condizionare dai romanticismi, mi rispondono. Lo cantava pure Gaber: “Per ora rimando il suicidio, e fondo un gruppo di studio”. Ma no, dacci retta, meglio Battisti postpolitico: “Non lo so, però ci sto”.

Ecco cosa succede a invitare a cena gli spin doctor. Dice un candidato di paese (uno di quelli seri) che tutto queste liste civiche sono un sintomo, “il sintomo di una febbre”. La febbre – dice lui – di una politica senza ideali, di una classe politica senza rappresentanza. Può darsi. In tutto il mondo è il tempo propizio per gli outsider, gli inaspettati, i fuori schema. E insomma, con la destra e la sinistra che ci ritroviamo, si rischia pure di vincerle, le elezioni. Fossi matto, rispondo io.

comunali 2007elezioni comunali gaeta

Luca Di Ciaccio • 5 novembre 2006


Previous Post

Next Post