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Spaghetti, first ladies e correntoni

Riuscirò a dimostrare a tutti che della mia candidatura, giù in quel della provincia pontina, bisognerà cogliere la sincerità prima che la verità? Il format è pronto. L’audience reagisce. Il comitato politico dei miei autori è già al lavoro. La direzione nazionale dei miei truccatori si sta già preparando. I miei spin doctors mangiano spaghetti e intanto mi consigliano di andare avanti. “Adesso che sei candidato è chiaro che hai bisogno di una first lady” mi hanno detto l’altro giorno. “Chi io? Ma siamo sicuri?”. “Ma certo, essere first lady è importante al giorno d’oggi, a Gaeta come nel mondo, c’è bisogno di essere governati ma c’è anche bisogno di essere amati”.

Detto, fatto. S’è deciso di convocare le primarie della first lady. Sarà un grande momento di partecipazione democratica. Tutte voi donne, tutti e tutte voi che vi sentite donne, potete partecipare inviando i vostri video, le vostre foto, le vostre presentazioni. Portate il vostro contributo. “Perché dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, e ora dietro una grande donna ci sarà una grande mobilitazione popolare!”.

Ma non basta. Bisogna pure pensare alle allenze politiche e alle federazioni partitiche. Inseguire farfalle e mozioni. Ho incassato il sostegno di Sabelli Fioretti, che ha fatto entrare a pieno titolo il Partito Popular Populista, Pa.Po.Po., nella competizione elettorale gaetana. “Fai tua la filosofia neneista (né con Formia né con Terracina) scrivi un programma condiviso (Birra? Gratis!) e comportati come un rullo compressore. La vittoria è possibile, e se è possibile, avverrà”. Già si sono formate le correnti e soffiano i correntoni, nel segno di un’inedita alleanza scapigliata e post-moderna.

La Destra Riformista mi appoggia, come ha annunciato Lucilla sul suo blog: “Legge e ordine, ma anche integrazione e sana anarchia quando occorre”. La Sinistra Patetica non si è fatta attendere, e Peppuccio si è subito schierato online: “Anche perchè, nell’impeto di malinconia che sempre avvolge noi della sinistra, troviam sempre la lucidità per riconoscere che la negatività emozionale è un qualcosa che accomuna tutti quelli che della politica han fatto una cosa seria all’interno della propria vita: noi patetici, loro senza il senso del ridicolo”. Arriva pure qualche dietrologia, e l’agenzia Il Velino ha ipotizzato dietro questa ardita operazione nientemeno che una longa manus di origini dalemiane. Insomma, siamo a posto. Gli orizzonti elettorali ci sorridono. Noialtri ci guardiamo in faccia e distogliamo lo sguardo.

 

Luca Di Ciaccio • 14 marzo 2007


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