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Se tornasse il Pci

In una serata noiosa, appoggiati a un tronco d’albero di Caracalla, osserviamo le facce del ceto medio esausto che si aggirano tra i viali della festa dell’Unità. Anzi, del Democratic Party, come si dice. Nessuno applaude D’Alema, qualcuno sbuffa, i foglietti che pubblicizzano il referendum elettorale usati a mò di ventaglio, il presidente del partito in via di scioglimento ammonisce la platea con una sequela micidiale di “io l’avevo detto”. Ci guardiamo in faccia. Ci sembra di sentire qualcosa nell’aria. “Compagni, è tornato il momento di ricostituire il Pci, recuperare i gloriosi simboli del Partito Comunista Italiano”. Stupore in platea, attimi di attonito silenzio. Bicchieri di vino rosso rimasti a mezz’aria. “Questi ultimi quindici anni sono stati una fase dolorosa ma necessaria per affinare le nostre strategie, ma ora che il capitalismo ha mostrato il suo lato peggiore c’è bisogno di una nuova ma antica forza: ricostruiremo il Pci, è una necessità storica compagni!”. Non sta scherzando, D’Alema su queste cose non scherza, pensano tutti. E lì, in quel preciso momento, tra le frasche di Caracalla, scoppierebbe l’applauso più liberatorio della storia. L’esplosione pscicotropa più devastante e miracolosa dell’occidente.

Si, ne siamo sicuri. Amici che si abbracciano. Psicanalisti mandati a quel paese. Telefoni di vecchie fidanzate che squillano. Barbe e chiome che rinverdiscono. Ex fumatori che prendono d’assalto i tabaccai. Rimossi che ritornano. Nonni che piangono. Mogli e mariti che tornano a fare l’amore. Papà operai e figli studenti che occupano assieme fabbriche e università. “E soprattutto basta con il compromesso democratico cristiano”. Pure Mussi tornerebbe di corsa. Pure Bertinotti. E le folle in preda ai festeggiamenti brucerebbero le bandiere uliviste e isserebbero la vecchia bandiera rossa. “E’ finito il tempo dei sacrifici, della costipazione, tutti questi anni in analisi, basta”. Sarebbe un momento più epico del lancio della nuova Fiat 500. Basterebbe poco tempo, e tanta voglia di ingannarsi. Pensate che bello.

Luca Di Ciaccio • 7 luglio 2007


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