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Sinistra patetica la trionferà

Nel momento di massimo sconforto, ciondolando su un marciapiede del quartiere San Lorenzo, io e il mio amico Peppuccio incrociamo Domenico Starnone. Lo scrittore di “Ex Cattedra”, di “Sogni d’oro”, di “Fuori Registro”, di “Appunti sulla maleducazione di un insegnante volenteroso”. Entra e esce dalla fumosa sezione che fu del Pci e ora è divisa dall’implacabile catasto politico, separata da un tramezzo, metà l’avevano ereditata i Ds e adesso si è trasformata nel Pd, l’altra metà era di Rifondazione Comunista e adesso è diventata della Sinistra Critica.

Starnone, folta barba grigia, giacca di velluto beige con le toppe, si aggira pensieroso proprio lì davanti. Scruta con occhi smarriti le dolenti tabelle elettorali trasmesse da un vecchio televisore Mivar. “Ma insomma – gli chiediamo – stavolta la sinistra è stata troppo patetica o ancora troppo poco patetica?”. Lui ci guarda, si ferma, scuote la testa e risponde: “No, ormai è una tragedia, è una tragedia, la sinistra è finita ragazzi, è tutto finito…”. E Peppuccio allora, imperterrito, gli fa: “Ma il collega Vivaldi che direbbe?”. Ci pensa un attimo. “Eh, ormai sono passati tanti anni, son finite tante cose…”. Basta, diciamo, e ricominciamo a vagare in cerca di consolazioni.

Luca Di Ciaccio • 14 aprile 2008


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