Ludik

un blog

Ancora sogni d’oro

In un altro momento di massimo sconforto, mentre cala la sera su Roma (“è bella la notte vero? e di che colore è la notte? nera”) e nelle strade della Capitale appena conquistata dalla destra scorrono cortei di tassinariche esultano a colpi di clacson e gagliardetti tricolori, in un momento come questo io e il mio amico Peppuccio siamo sul motorino, scendendo per via Cavour, diretti verso il Campidoglio per andare a vedere gli altrui festeggiamenti, e quasi rischiamo di mettere sotto Domenico Starnone.

Si, proprio lui. Attraversava la strada, naturalmente sulle strisce pedonali, con un lungo impermeabile beige, le mani in tasca, la barba grigia, lo sguardo verso il basso. Dev’essere un segno del destino. Oddio, Peppuccio già si immagina il titolo di giornale: “Giovani della sinistra bene uccidono Starnone mentre vanno da Alemanno”. Ci viene voglia di fermarlo, risalutarlo come due settimane fa davanti al vecchio televisore della sezione di sinistra al quartiere San Lorenzo mentre si apriva il baratro della sconfitta elettorale, chiedergli un’altra volta della sinistra patetica e del professor Vivaldi. Invece no, basta, non c’è più tempo, forse voglia, sgommiamo via nel traffico feroce del tramonto.

Luca Di Ciaccio • 28 aprile 2008


Previous Post

Next Post