Ludik

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Cronaca di un paio di piedi zoppi

Cronaca in forma di dispacci dei tre giorni e mezzo da appiedato, e poi da azzoppato.

Giorno 1 ore 17,30: “Persi nei campi di grano (poesia di un amore profano?) cercando la ferrovia abbandonata. Scampati al primo cane che ci viene incontro. Un gregge di pecore ci fa ritrovare la strada giusta. E’ un po’ allarmante che la mia prima vescica (in alto sul dito miglolo del piede destro) sia arrivata ad appena poche centinia di metri dalla partenza”. Giorno 1 ore 21,30: “Di fronte alla stazione abbandonata di Allumiere montiamo la tenda mentre calano le tenebre. Cena a base di pomodori e affettati. Contiamo le vesciche, e un minaccioso elicottero a fari spenti volteggia sopra di noi”.

Giorno 2 ore 13,00: “Luca in crisi profonda, si riprende con miele e polase. E abbandona gli scarponi da trekking per i sandali”. Giorno 2 ore 15,00: “Tutto molto più faticoso di quanto prevedessimo. Le vesciche non perdonano, gli zaini sono troppo pesanti, la strada della ferrovia è dritta, bianca e senza segni di vita”. Giorno 2 ore 18,00: “Arrivati a Blera. Primo shopping in farmacia. Luca pratica accanimento terapeutico su una sua vescica di enormi dimensioni”. Giorno 2 ore 19,00: “Un oste di Blera ci offre del vino e ci dice: ‘Ma che davvero state a fà la ferrovia? Lì nun ce va manco chi ha ammazzato il padre e la madre!’. Ha ragione”. Giorno 2 ore 22,00: “Prelibata cena da campo a base di pizzoccheri alla valtellinese e pasta con fagioli. Tutto liofilizzato. Andiamo a dormire con sottofondo ininterrotto di cani che abbaiano alla luna. Oggi fatti circa 25 km”.

Sms giorno 3 ore 10,00: “Imbottiti di antidolorifici e garze ripartiamo. Oggi aspettiamo ospiti. Simone rilascia interviste al telefono. Passare dai paesi, trovare qualcuno che ci saluta, sapere degli incoraggiamenti di chi ci segue a distanza sul blog, ci offre un po’ di sollievo”. Sms giorno 3 ore 11,00: “Nel centro di Barbarano incontriamo un vigile urbano dall’inquietante somiglianza con Rasputin. Compriamo giornali. Pensiamo sia giunto il momento di proclamare uno stato d’emergenza davvero utile: quello per le vesciche!”. Sms giorno 3 ore 15,00: “La nostra amica Fabiana decide di ribattezzare le mie quattro principali vesciche coi nomi delle protagoniste di Sex and the City”. Sms giorno 3 ore 16,00: “Animali di media-grossa taglia incontrati finora sul nostro percorso: un toro che puntava con strane occhiate la maglia rossa del nostro ospite Alberto (il quale insisteva a spiegare di aver sentito a Superquark che la storia dei tori che vedono il rosso è tutta una balla), una mucca scappata di fronte a noi dopo un possente muggito accanto al ponte di ferro della vecchia ferrovia, vari cani, una piccola rana in un tunnel, cavalli, gatti, un serpente però spaventato quasi più di noi, delle galline, vari cani ma nessuno finora particolarmente aggressivo (oppure si, ma dal chiuso dei loro recinti)”. Sms giorno 3 ore 20,00: “Persi nelle strade attorno al lago di Vico. O forse semplicemente prigionieri di una tappa calibrata male e che ora si allunga a dismisura. Mentre decine di auto appena reduci da un matrimonio ci sfiorano suonando il clacson”. Sms giorno 3 ore 22,30: “Arrivati (distrutti) al camping Natura nei pressi del lago di Vico dopo aver deviato per campi pur di trovare la strada giusta. Col sottofondo, negli ultimi agonizzanti metri, dei balli di gruppo del ristorante Bella Venere: ‘un passo indietro bailando, un passo avanti cantando’ eccetera. Altro che passetti i nostri. Tappa debacle: abbiamo fatto dieci e forse più chilometri rispetto al previso, quindi oltre 35. Domani sarà dura risvegliarsi. A ‘sto punto riposo e poi qualche cambio al programma: tappe meno impegnative, basta dormire in tenda, zaini più leggeri. Per ora invece rimane solo da crollare”.

Giorno 4 ore 12,00: “Luca al pronto soccorso di Ronciglione in sedia a rotelle. Diagnosi: flittene infette multiple dei piedi. Prognosi di 8 giorni. I medici impongono il ritiro. Simone intenzionato a continuare da solo”.

Giorno 5 ore 9,00: “Ho i piedi fasciati, quasi non cammino e ingoio penicillina. Non escludo il ritorno prima della meta. Come direbbe un personaggio di una commedia di Beckett: ‘Non ci si bagna mai due volte nello stesso pus'”.

Giorno 6 ore 19,00, colloquio con il nume tutelare Sabelli Fioretti: “CSF: «E insomma hai fatto una figura da cioccolataio davanti a tutte quelle persone?»; LDC: «Ma no, anzi. Direi che sono stato imprudente ma quasi eroico, ho resistito fino allo stremo delle mie forze»; CSF: «Vabbe’, però almeno il consiglio dei due calzini contro le vesciche potevi seguirlo…»”.

Luca Di Ciaccio • 29 luglio 2008


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