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The Weather Channel

Quasi tutte le mattine mi sveglio presto. Allora posso cominciare la giornata dedicandomi a una delle mie attività preferite, in questi mesi americani: mettermi davanti alla tv e guardare The Weather Channel. Trattasi di canale televisivo dedicato esclusivamente al tempo atmosferico. E nelle previsioni americane c’è sempre una nota d’allarme. Gli weatherman della televisione hanno l’occhio vitreo, anche quando scherzano hanno l’aria di nascondere qualche tragica notizia.

C’è sempre qualche inviato nel mezzo di una tempesta, trafelato sotto la pioggia scrosciante o coi capelli spazzati via da implacabili folate di vento. E così vai con enormi nevicate in arrivo dai cieli del nord, o il deluge che ha inondato Shreveport, o la severe thunderstorms area che copre una buona parte degli stati centrali, o l’ennesimo hurricane in arrivo sulla costa sud, oppure allagamenti, smottamenti, eclissi, tempeste, tutto va bene. Le previsioni metereologiche poi vengono esaminate con determinazione maniacale: coprono l’intero arco della settimana, entrano nei dettagli, si soffermano sulla velocità del vento, sull’umidità, sulla percentuale di probabilità che possa piovere.

Metto il naso fuori dalla finestra aspettando eventuali calamità, ma mi sembra assai più brutale il soffio dell’aria condizionata che viene dall’interno, o il bicchierone di caffè che sto bevendo. Qui caldo non vuol dire tiepido: vuol dire bollente. Qui freddo non vuol dire fresco: vuol dire gelido. A me comunque le previsioni del tempo sono sempre piaciute. Credo la ragione per cui mi piace così tanto il meteo è che si tratta di un modo garbato per provare a immaginare come sarà domani la mia vita, e quindi di illudermi che se la temperatura sarà primaverile allora la giornata sarà piacevole mentre se pioverà io riuscirò ad essere più forte della natura e riuscirò a cavare fuori qualcosa di buono anche in un orribile pomeriggio invernale. Adesso cadono le foglie. Cambiano colore, virano verso gialli e arancioni e rossi che uno non se li aspetta, nonostante l’autunno.

Il Weather Channel ha pensato anche a questo: ogni mattina mi dice a che punto è l’avanzamento del rossore delle foglie prima di cadere. C’è una linea che scende lentamente dal nordest, sfumando con calma i necessari colori, poi accellera all’arrivo dei primi freddi, quando giunge a New York, per dire, pure le foglie vanno di fretta, cambiano colore e cadono nel giro di un giorno. Quindi si sta come sugli alberi le foglie, come diceva quel poeta tanto amato. Ma lui parlava d’autunno, a me invece sembra che la caducità sia perenne.

usa 2008

Luca Di Ciaccio • 27 ottobre 2008


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