Ludik

un blog

Al Biondo Tevere e altri ipermercati

Domenica scorsa, giornata di pioggia, ci svegliamo tardi e un po’ frastornati, decidiamo di andare a pranzare “Al Biondo Tevere”. Subito dopo via del Porto Fluviale e il massiccio ponte della ferrovia la via Ostiense sembra assumere dei connotati diversi. La sagoma del gazometro si staglia grigia nel grigio delle nuvole. I Mercati Generali appaiono ancora più immensi e abbandonati del solito ai loro infiniti lavori di riconversione verso chissà cosa. Dall’altra parte della strada la via dei famosi locali notturni sembra un campo abbandonato. Parcheggiamo vicino a una piccola stazione di servizio. “Al Biondo Tevere” è luogo ricco di memorie: qui Elsa Morante ha scritto “La Storia”, qui hanno girato alcune scene di “Bellissima” con Anna Magnani, qui Moravia si arrabbiò quando misero a norma la veranda togliendo il pergolato di vite, qui Pasolini si fermava spesso a cena, anche quell’ultima sera in compagnia di Pino Pelosi, poco prima di essere ucciso ad Ostia. Ordiniamo un fritto misto di pesce con vino bianco. Il locale ha un’aria molto popolare e senza pretese. La terrazza si affaccia sul Tevere non propriamente biondo. Gli alberi rinsecchiti sulla riva sono coperti di buste di plastica e cartacce, lasciate lì dall’ultima piena di un mese fa. La signora Panzironi, che gestisce il locale a conduzione familiare da una cinquantina d’anni, parla volentieri, con la sicurezza di chi deve aver raccontato molte volte la stessa storia. Soprattutto sembra piuttosto orgogliosa di aver conosciuto un tempo delle persone di valore, e di conservarne una memoria affettuosa, quasi privata, come se si trattasse di persone di famiglia. Una volta, ci dice, gli intellettuali stavano insieme al popolo. Ora non si sa mai bene dove andarli a trovare, penso, sia gli intellettuali, sia il popolo.

Più tardi guidiamo fino alla Bufalotta, oltre le curve senza fine del raccordo anulare. Ci imbattiamo in grande centro commerciale “Porta di Roma”, piuttosto affollato nonostante sia chiuso. Su un cartello c’è una scritta abbastanza incredibile, dice: “Domenica chiuso”. Un centro commerciale chiuso la domenica sembra una contraddizione in termini ma è l’effetto di un’ordinanza comunale che da gennaio a marzo riguarda anche i supermercati. Tra le poche attività aperte soltanto quelle di arredamenti economici come Ikea, e alcuni bar e ristoranti dove la gente siede senza consumare guardando la partita della Roma. Acquisto da Ikea un paio di mensole in truciolato, una vera pianta d’edera, una padella antiaderente, un tappetino bianco per il bagno, più altri ammenicoli. Attorno a me decine di giovani famiglie o aspiranti tali entrano ed escono da stanza già pronte, fremendo di speranza per una vita nuova e possibilmente libera da scadenze di contratto, tutta da arredare con librerie in faggio e portautensili di alluminio.

Al ritorno in automobile intravediamo un’enorme distesa di gru e palazzi in costruzione. Trattasi del primo anello oltre il raccordo anulare. Gli uffici vendite sono aperti. Pare sia possibile comprare appartamenti di prestigio da 60 o da 80 metri quadrati, per un prezzo che va dai centosessanta ai duecentottantamila euro, e che questi verranno consegnati tra due anni. Spira un vento di montagna. Se al momento questa vi sembra periferia, spiegano gli agenti immobiliari sempre disponibili, pensate che i grandi immobiliaristi romani sono già in gara per l’acquisto dei terreni nel secondo e nel terzo anello. In seguito discuto con una mia amica a proposito delle intercettazioni dei killer della camorra uscite sui giornali. Lei abbastanza sconvolta dal fatto che detti killer camorristi vadano a uccidere persone cantando a squarciagola ritornelli di cantanti neomelodici napoletani. Le rispondo se potremmo considerare più accettabile se essi andassero ad accoppare gente cantando l’ultimo disco di Ivano Fossati o magari, chessò, qualche suo grande classico di nostro gradimento tipo “mio fratello che guardi il mondo, e il mondo non somiglia a te”.

negoziperiferie

Luca Di Ciaccio • 23 gennaio 2009


Previous Post

Next Post