Ludik

un blog

Il corpo e il dubbio

Io non riesco ad immaginare cosa voglia dire vivere senza mangiare con la tua bocca, senza parlare con la tua voce, senza camminare con le tue gambe per diciassette anni. Non riesco nemmeno ad immaginare che cosa accada a chi ha una persona cara che si trovi in questa situazione. Leggo le notizie di Eluana Englaro, trasferita dal padre in una clinica di Udine per quelli che potrebbero essere i suoi ultimi giorni, mentre il governo su pressione del Vaticano vorrebbe approvare un decreto legge d’urgenza per imporle l’alimentazione forzata, e finanche impedirne a chiunque il rifiuto, per volontà di Dio e legge dello Stato. Sento le parole consumarsi nei dibattiti televisivi, nelle paginate di polemiche.

La parola Rispetto, per esempio. E poi Vita, e Morte. E’ inevitabile, intanto, immedesimarsi. Che cosa vorrei per me, che cosa vorrei per le persone che amo? Quale espropriazione della mia libertà – di quella di vivere, di quella di morire – sarei disposto a sopportare, da parte di qualunque autorità, di Stato, o di Chiesa, o di Scienza? Rimango ammirato e allo stesso quasi impaurito dalla volontà tenace con cui Beppino Englaro combatte, si confronta con la ragione e per la ragione, si rivolge allo stato di diritto. Lottare in pubblico ogni giorno, per una storia che riguarda anche tutti noi, e poi sprofondare ogni sera nell’abisso privato di una tragedia: non so se ce la farei. Eluana, dice lui, “da viva” era allegra, testarda, intelligente, bella, coraggiosa.

Ma poi è impossibile non farmi venire il dubbio maligno che la volontà della ragazza fosse meno granitica di quanto racconta il padre. Certo, ci sono testimonianze, e perizie, e sentenze. E c’è un punto più importante, ancora: c’è una scelta che vuole sequestrare le persone a se stesse, e una che le vuole lasciare responsabili di sè. Adesso verrà il momento di show televisivi con lacrimuccia, approfondimenti, pietas pelosa, frusciare di porpore, sermoni, battibecchi di neurologi, politici che fiutano il vento, scoop con interviste al primo svuota pitali che racconterà in esclusiva “le ultime ore”, trombonate di pavoni gonfi della propria autoimportanza. E nessuno ne resterà fuori. Di Eluana, come di chiunque di noi, non gliene fregherà niente: se non come stumenti per fare ascolti, o per farsi belli con parole sonanti. Ecco, tra le cose che non riesco ad immaginare però non c’è quella che credo sia la più semplice, quella regola che mi permette di mangiare se voglio mangiare, di camminare se voglio camminare e di mollare tutto se voglio mollare tutto.

Luca Di Ciaccio • 5 febbraio 2009


Previous Post

Next Post