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Leghisti provinciali

Nell’ora fresca del tramonto gaetano rivedo dopo un po’ di tempo Antonio Ciano. Gli chiedo se è vera quella notizia della Lega Nord che presenterà il suo candidato alle provinciali di Latina, proprio la Lega padana di Bossi, solo che al posto del sole delle alpi ha messo nel simbolo una spiga di grano. “Certo che è vero, quelli mica sono fessi” mi risponde lui. A pensarci bene magari acchiappano qualche volo dei vecchi coloni, quelli erano fascisti e pure veneti. “Li sfido io, ho rimesso in piedi il mio partito del sud in una settimana, mo’ vediamo se ‘sti padani pigliano più voti di me”. Azz, non hai perso tempo, e che hai candidato le veline pure tu? “Macchè veline, io non ho amanti ma solo amiche laureate”.

Ha fatto il militante comunista, il tabaccaio borbonico, l’indefesso scrittore di pamphlet anti-risorgimento, la star della telestreet di paese, il candidato premier per il Partito del Sud quando andava disgraziatamente di moda il “correre da soli”, adesso è ancora assessore nella giunta civica, con quella faccia da pirata della filibusta, e mo’ pure le provinciali dico io? “Ma senti che slogan: destra e sinistra solo indicazioni stradali”. E quindi, voliamo? “No, andiamo verso il Sud”. Mi rivela che una volta il Senatur in persona gli scrisse un biglietto autografo dopo aver letto il suo bestseller sottobanco, quello sui “Savoia e il massacro del Sud”, appunto. Complimenti eccetera, firmato Umberto Bossi. Comunque già me lo vedo, il brigante Ciano, in campagna elettorale. Qualche anno fa – sarà stata un’altra tornata regionale, o provinciale, chi si ricorda – mi portò una notte intera sul suo vecchio Fiat Fiorino bianco ad attacchinare manifesti di straforo, cose da pazzi, col secchio e il pennello sulle curve più assurde della Flacca, persino all’imbocco delle gallerie, o al centro di Latina col dubbio che i mitici fasci pontini ci avrebbero menato o si sarebbero messi a ridere. Se potesse altro che provinciali, quello si candiderebbe alle Europee.

Come l’altra volta, quando dal palco dei comizi di fronte al mare urlò: “Aggia’ purtà la tiella di polipi a Bruxelles!”. Adesso c’è Emanuele Filiberto di Savoia che vuole fare l’europarlamentare con l’Udc, come se non gli bastasse avere vinto “Ballando con le stelle” su Rai1 col televoto. “Ma chi quello lì, il principe dei cetrioli? Cazzo, gli hanno pure fatto pubblicità a gratis sulla tv di stato, alla faccia nostra”. Che poi il problema coi cetrioli, come insegna la vecchia saggezza popolare, è dove vanno a finire.

ciano

Luca Di Ciaccio • 29 maggio 2009


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