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Il sole nero

Ricordo dieci anni fa – l’ultimo prima del secondo anno Mille – in questi giorni una grande eclisse di sole, a mezzogiorno, con gli occhiali da saldatore indossati sulla spiaggia dove lavoravo. Sotto un cielo perfettamente sereno, un bambino gridò che il Re è nudo: “Ma il buio non viene!”. Il novanta per cento del Sole era già oscurato, ma la luce pareva solo sbiadita, le ombre delle cose avevano ancora il contorno nettissimo. Sembrava come una nuvola passeggera, o un bel mezzogiorno di novembre. Anche il fabbro si mangiava le mani, ma per un altro motivo: se avesse comprato diecimila occhiali da saldatore li avrebbe venduti tutti. Insieme a me, milioni di naufraghi con telefonino e binocolo, spalmati sulla grande diagonale buia che attraversò il Continente antico dal Mar Nero alla Cornovaglia, guardarono l’evento per due minuti, scattando miliardi di foto, a quei tempi ancora senza social network su cui condividerle all’istante. Poi tutti tornammo a brancolare in uno spazio cieco, assordato di rumori e onde elettromagnetiche, privo di punti cardinali, senza stagioni, senza ombre, senza orizzonti e senza stelle. Coi desideri, anche, funziona così: cerchiamo nell’eccezione di un attimo quello che non troviamo più nelle albe e nei tramonti di ogni santissimo giorno.

spiagge

Luca Di Ciaccio • 11 agosto 2009


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