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Brigante, spazzola

Rivedo dopo un po’ di tempo Antonio Ciano, in fila dal barbiere. Nella bottega i clienti in attesa si scambiano dritte sul digitale terrestre, a Gaeta lo switch off è ancora in mezzo al guado, ci si sente davvero terra di confine tra Lazio e Campania, e coi decoder da sintonizzare ovviamente non ci si capisce una mazza, alcuni si chiedono quali indicibili favori abbiano permesso a TeleA, dicesi la rete che è stata culla del peggiore (o migliore, dipende dai punti di vista) trash napoletano di neomelodici e cartomanti, di ottenere il posto al numero 1 dei lista canali, che alle otto di sera accendi per vedere il tiggì della tivù di Stato e ti ritrovi invece Rita Russo che legge i tarocchi (va a sapere cosa ci perdi).

Lui, Ciano, assessore civico e post-comunista, tabaccaio borbonico, indefesso scrittore di pamphlet anti-risorgimento, militante antiberlusconiano “dai tempi di Canale 5”, ora richiestissimo pure nell’Emilia rossa a sparlare di Cavour e Cialdini, con quella faccia da pirata della filibusta, perlomeno in qualità di fondatore della telestreet di paese ha il titolo per dire la sua. “Meglio youtube” sentenzia, nel dubbio che la leggendaria Tele Monte Orlando non ce la faccia a imbarcarsi con qualche accordo con tv locali più consolidate sul multiplex del digitale, lui si è già creato il suo bel canale di video online.

“Sono un assessore con telecamera, modestamente, anche se ormai avrei voglia solo di andare a raccogliere le olive”. Da antologia il video in cui riprende due vigili urbani che rovistano nella monnezza in cerca di prove di reato e quell’altro col sindaco che ringrazia Obama in gaetan english. Il “brigante” Ciano non si risparmia: “questa vita da assessore è uno stress ma sto restituendo un po’ di cose demaniali alla città, ho mandato pure gli americani della base militare a pulire i bastioni borbonici, e poi guarda che belli quei lampioni nuovi su viale Battaglione Alpini del Piemonte, certo ‘sto nome di merda dovremo cambiarlo prima o poi”. Sull’uscio del barbiere, capelli biforcuti e pensieri messi in piega contro Roma, contro il Piemonte, contro le banche, ma sempre con spensierata gratuità. Il discorso scivola sull’affaire Marrazzo. “Ero pure candidato nella sua lista alle regionali passate, mi pareva un prete spogliato e invece… be’ perlomeno si godeva la vita”. Rumors non verificati: pare che l’ex governatore, ancora affranto, sia ospite delle delle premurose suore pallottine in quel di Formia, a due passi da qui, per intercessione di quell’arcivescovo su cui pure girano certe storielle, altro che Montecassino con due esse. Di fronte all’inarrestabile macchina del fango politico-mediatico, Ciano comunque ha trovato il suo colpo di genio, l’auto-sputtanamento: “Ho spedito a Feltri un mio video hard, gli ho scritto che quello è il segretario del Partito del Sud che presto sarà al governo mentre tromba con una delle sue tante amanti padane, che lo pubblicasse pure almeno ci fa pubblicità”. Ragazzo, spazzola!

ciano

Luca Di Ciaccio • 28 novembre 2009


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