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Alba di nuovi giorni

Risvegliarsi al mattino, qualche minuto prima dell’alba, nell’atmosfera vuota e struccata del giorno che rinasce. Può fare paura il mattino, ma è un’ora nascente, un inizio, una pagina ancora da inventare. Sarà per questo che spesso lo si incontra ancora vestiti per la sera, nei rientri all’alba da locali scintillanti e rumorosi. Il mattino è l’ora dell’horror vacui, dei silenzi forzati, dei pensieri duri. Il motore di qualche macchina parcheggiata in strada ti risveglia definitivamente. Girarsi dall’altra parte del cuscino, pensare che non si può avere tutto dalla vita. Svegliarsi, guardare che ora è. Tornare, infilare le chiavi nella toppa, cercare di fare meno rumore possibile. Abbandonare oppure rituffarsi sotto lenzuola bianche, oppure semplicemente stanche. Quei momenti in cui “non c’è niente e nessuno, non ci sei nemmeno tu, ed è la migliore sensazione che ti potresti augurare di provare”. Mentre fuori ricomincia il circo del mondo. Per tornarci dentro, per ricomiciare il discorso, molti si raccontano i sogni.

Luca Di Ciaccio • 2 gennaio 2010


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