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Spaghetti Spin Doctors: sinossi e video

Leggo ovunque in giro che il web è uno strumento utile di dialogo e partecipazione e così sta cambiando la politica. E fin qui ci siamo. E poi sento dire, e sono parole di Stefano Epifani, docente di tecnologie della comunicazione all’università La Sapienza, ieri sul quotidiano Avvenire, che per esempio “c’è il caso di Gaeta dove un candidato virtuale (ritirato molto prima del voto) rischiava di sbancare alle amministrative”. E qui, fischietto simulando indifferenza, mi sento vagamente chiamato in causa.

Lo so, sono passati tre anni e prima o poi riusciremo in qualche modo a farlo vedere per intero quel docufilm di spaghetti e di spin doctors. Intanto godetevi qualche anticipazione che rende bene l’idea, sotto forma di trailer. Si tratta del docufilm girato nel 2007 da Daniele Di Veroli, con gli amici di Dgg Consulting, dove si parla di comunicazione politica e si racconta anche la grottesca storia di un finto candidato sindaco, addirittura interpretato da me. Finendo per analizzare i meccanismi della comunicazione politica italiana e non solo. Il sunto è un po’ la linea che ben si adatta a questi tempi: “Non è vero ma credeteci”.

Giocando sul filo dell’ironia e del verosimile, nei 60 minuti di “Spaghetti Spin Doctors” si racconta la nascita di un candidato subito preso sul serio dai suoi concittadini, prendendo le mosse dalle disavventure di un gruppo di inesperti studenti universitari fino ad arrivare all’operazione di un team di professionisti della comunicazione politica e di un ventiquattrenne in cerca di autore. L’azione si svolge tra Roma e Gaeta, media cittadina di 21mila abitanti in provincia di Latina. A commento della storia, nel film, gli interventi di Claudio Velardi, Luca Telese, Paolo Guarino, Michele Sorice. Il genere cinematografico seguito è quello del mockumentary, cioè il documentario realizzato sulla base di eventi ironici e fittizi, spesso usato con fini parodistici o satirici. In meno di un’ora si scopre il meccanismo che è alla base della comunicazione politica, e si impara qualcosa sulla cucina italiana. Insieme a idee e intuizioni quasi profetiche rispetto alla realtà degli ultimi tempi: dalla convocazione delle “Primarie della First Lady” ai riferimenti all’allora astro nascente della politica americana Barack Obama, fino alle tendenze dell’antipolitica, delle liste civiche e dei giovani outsider.

Luca Di Ciaccio • 12 giugno 2010


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