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Il Demanio in vetrina

Una passeggiata in pineta, spingendo i propri figli sull’altalena. Il ricordo di un primo bacio scambiato su una panchina del viale alberato. L’esultanza per un gol sul prato del campo sportivo. La vista del panorama mozzafiato di mare e cielo dai vecchi sentieri del monte. Ci sono cose che non hanno prezzo, come dice la famosa pubblicità. Per tutto il resto c’è Mastercard. Oppure il Demanio di Stato. Provare per credere. Basta dare un’occhiata al sito istituzionale dell’Agenzia del Demanio, con l’elenco di tutto il patrimonio italiano disponibile. Qualche esempio, per noi del paesone gaetano. La pineta sul lungomare di Serapo? 280.000 euro. Il viale alberato di Montesecco con pubblico passeggio? 855.430 euro. Il campo sportivo Riciniello? 14.998 euro. La sede stradale di Monte Orlando, località Montagna Spaccata? 13.000 euro. Avete già preso carta e penna? Siete pronti addirittura a mettere mano al portafogli? Calma. Almeno per ora non c’è il rischio che Donald Trump si compri il viale di Montesecco per andarci a passeggiare da solo, né che don Antonio Cairo investa le offerte dei suoi generosi parrocchiani per requisire il parco di Serapo e da lì sparare fuochi d’artificio ogni sera che Dio manda in terra, e nemmeno che un pool di compagnie telefoniche e televisive si prenda Monte Orlando per riempirlo di antenne (ah no, forse questo è già successo, pazienza).

Difatti, la lista messa in rete dal governo riguarda il patrimonio dello Stato che, nell’ambito del federalismo demaniale, potrebbe passare in parte agli enti locali. Nulla di tutto questo però è direttamente in vendita. Si tratta di un’operazione “trasparenza”, precisa il Demanio sul sito, “nell’ambito delle attività propedeutiche all’attuazione del federalismo demaniale”. Intanto vengono resi noti, se poi troveranno una valorizzazione o comunque una destinazione diversa da quella attuale si vedrà. La nuova legge prevede che i Comuni possano ottenere fabbricati e terreni demaniali a titolo gratuito con l’obiettivo della loro valorizzazione ma non solo, anche eventualmente dell’alienazione, ovvero la vendita, a patto che l’introito sia destinato all’abbattimento del debito pubblico. Certo, a scorrerla la lista fa un po’ impressione. Sono migliaia di indirizzi con una breve scheda e prezzi di inventario, a volte accompagnati da immagini scattate in fretta e di bassa qualità. Ci sono strade, edifici, caserme, cimiteri, montagne, spiagge, alvei di fiume, aree diroccate, ma anche rifugi antiaerei, ex case littorie, ricoveri per senzatetto per disastri accaduti oltre sessant’anni fa (una “casa per senza tetto”, per esempio, l’avevamo sulla piazza del Municipio, forse ora ci stanno i vigili, comunque viene via a 542.269 euro).

Ci si sente autorizzati a scorrere la lista, fantasticare, fare confronti con i cartellini appesi fuori dalle agenzie immobiliari. I sei milioni e 610mila euro per comprarsi piazza Trieste, si immagina compresa di aiuole e canestri di basket, sono tanti, al massimo la si potrebbe subaffittare all’Avir, insieme alla vecchia vetreria. Però la scuola elementare di via Faustina viene 1.711.000 euro, quasi quanto tre appartamenti privati in vendita a Corso Italia. Meglio la palazzina grande di via Aragonese, praticamente il Castello, che viene via a 382mila euro e spicci, lo stesso prezzo con cui in agenzia si rimedia un appartamento di 110 metri quadri sul meno nobile Colle Sant’Agata. In agenzia si può comprare un pub già avviato di Gaeta Medievale a 75.000 euro, col Demanio si troverebbe una terrazzina assai più chic e potenzialmente foriera di happy hour sui bastioni della Batteria Bausan a 108.000 euro. L’ex Forte Emilio Savio, enorme e abbandonato e parecchio fuori mano, è valutato dal Demanio per 3.887.200 euro, a quel prezzo ci si compra un intero vicolo di via Indipendenza, bassi compresi, e ci si mette in pari stipandolo di immigrati. Un appartamento sul lungomare in vico luminoso, si spera dotato di box auto visti i piromani in circolazione, prezzi di mercato, viene 220mila euro, praticamente la metà dei 460mila con cui ci si potrebbe comprare, a prezzi di Demanio, l’intera ex Caserma Cosenz in via Annunziata. Con 75mila euro trattabili, telefonare ore pasti, ci si può comprare un pub già avviato in Gaeta Medievale, o con poche migliaia di euro in più, 83.300 per la precisione, nello stesso quartiere l’intera chiesa di Santa Caterina, da riavviare certo, ma pur sempre un buon investimento. Ancora oggi Gaeta è una delle città della regione con maggiori beni demaniali in lista. Ma la domanda rimaneva e rimane, pure ora che è arrivato il federalismo demaniale: chi paga? Con quali soldi? E con quanto vantaggio per i privati e per la collettività? Nel frattempo il sito del Demanio, coi suoi listini aggiornati ogni quindici giorni, registra un altissimo numero di contatti. Chissà cosa cercano.

ciano

Luca Di Ciaccio • 22 settembre 2010


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