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Vedove

Al cimitero, in mezzo a un sacco di gente che va a far vedere a un sacco di gente che loro al cimitero ci vanno e hanno i fiori più belli degli altri, ogni tanto si sentono delle voci, voci che parlano senza stare a sentire le risposte, che continuano a farfugliare degli affari loro, come se venissero dall’oltretomba, invece sono quelle vedove che vanno sulle tombe dei mariti a raccontare le loro storie, per trovare una compagnia, per avere ancora qualcuno cui raccontare le cose, perché nella vita vera non hanno più nessuno che le stia a sentire, sono anziane, i figli sono lontani, le badanti straniere hanno altri pensieri per la testa, le altre amiche sono ugualmente anziane e sicuramente non li capirebbero certi affari.

Allora meglio andarli a raccontare al marito morto, lui sì che li capirebbe, anche se in tutta una vita insieme a lei l’avrà capita pochissime volte, ma adesso che è morto la sta perfino ad ascoltare, anche se prima non lo faceva mai, e sopratutto non risponderebbe, non la interromperebbe, il suo marito morto, e lei potrebbe raccontargli tutto quello che vuole, nel frattempo lucidare il marmo e cambiare un mazzolino di fiori freschi. Magari i mariti le sentono, ma a loro non importa, magari gli rispondono anche dall’aldilà, gli danno dei consigli o gli tirano dei bestemmioni, ma loro non possono sentirli, neanche ci provano. Loro, le vedove, credono di credere che ci sia una vita, nell’aldilà, o come minimo una specie di centralino che inviti tutti a restare in attesa, e invece niente, sotto sotto neanche ci credono davvero, hanno solo bisogno di raccontare i propri affari a qualcuno, i mariti morti rispondono e le vedove niente, non li sentono proprio.

cimiteri

Luca Di Ciaccio • 2 novembre 2010


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