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Madonne e miss

Anche quest’anno la Madonna di Portosalvo, quella a cui anche i non credenti per un attimo guardano negli occhi, è sfilata per le strade della città. Col manto azzurrino, le collane e gli orecchini di brillanti amorevolmente apposti poco prima dietro l’altare, la chioma dai lunghi boccoli d’oro, avanza per i vicoli addobbati di lenzuola bianche e, quest’anno, pure bandiere tricolori. Mettono tutti il naso fuori per vederla, come una sorta di rito propriziatorio, o come si usava per chiedere l’intercessione della Madonna verso chi in mare ci lavora.  Il fatto è che qui bene o male un parente, fidanzato o amico che in mare ci lavora ce l’hanno tutti. O magari qualcuno, in un oceano lontano, preso dai pirati e ancora non tornato. “La Madonna nostra la chiamiamo” ti dicono.

La processione sfocia alla darsena della Peschiera, e da lì – su una chiatta – prende il largo, seguita da una miriade di barche e barchette festanti. Tutta la chiatta è affollata, assieme alla Madonna, da autorità civili e religiose, il vescovo abbronzatissimo e il sindaco che lo guarda in cagnesco, la maggioranza e l’opposizione, vecchi e nuovi politici che se la ridono e stipulano patti parlandosi all’orecchio. Se uno tsunami malaugurato, Dio ce ne scampi, la travolgesse Gaeta resterebbe senza governo con grave nocumento per la vita amministrativa della città. Ma tutto fila liscio per fortuna. A pochi metri dalla processione un piccolo tafferuglio, una lite coniugale, una suocera che sviene, così dicono.

Gli occhi della santa madre non tradiscono emozione alcuna ma chi la conosce dice di avervi letto un moto di apprensione e di rammarico assieme. La concorrenza di parroci rampanti che scovano madonne e santi alternativi e li fanno sfilare per farli conoscere strada per strada, deve averla provata. A quell’altra Madonna, dice una signora, le fanno dire messa pure nei ristoranti, e negli stabilimenti davanti alle signore in bikini. Un prete, davanti a un attento uditorio di marinai e consiglieri comunali, spiega che a Formia, la città vicina, ci sono più belle ragazze, ma a Gaeta in compenso è pieno di ricche vedove.

In fondo al lungomare di bancarelle e tiri a segno, noccioline e antiquariati, le folle si dirigono verso la festaiola notte bianca. Sul molo sfilano le ragazze in costume per le finali di Miss Cinema Lazio, titolo nientemeno che valevole per le finali nazionali di Miss Italia. Madonne ancora più giovani. Ragazze bellissime (la prova dell’esistenza di Dio, direbbe qualcuno) sfilano tra i flash dei fotografi e i commenti degli astanti. Qualcuno, con l’aria delusa di chi non ce l’ha fatta ad agguantare un sogno o appena un’occasione di lavoro, sciama via portandosi dietro il suo trolley. Forse la prossima volta dovrà chiedere una grazia, oppure una raccomandazione. Attorno fuochi d’artificio e musiche da discoteca. Una nevicata artificiale di bagnoschiuma sul porto. La corona di fiori e dei marinai perduti forse è ancora lì, in mezzo al mare caldo del Golfo, e domani chissà dove sarà.

Luca Di Ciaccio • 8 agosto 2011


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