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Per grazia ricevuta

Nelle macchine, dentro l’ingorgo, i clacson suonano tutti insieme, inveiscono contro la vecchia che ha perso il tempo del semaforo verde, contro il vicino che stringe, contro l’autobus messo di traverso, contro il mondo intero. All’incrocio della Prenestina, in un groppo di lamiere e bestemmie. All’improvviso lo sguardo piega su un angolo fiorito: sotto il mosaico di una madonnina ci sono tanti mazzi di rose e garofani, gigli e margherite. Alcuni freschi, alcuni ammorbati dallo smog. E sul muro, a destra e a sinistra, prima dei cartelloni pubblicitari che ci offrono cose inutili, centinaia di volte è ripetuta la parola “grazie”.

E’ uno di quegli angoli dove si raccolgono gli ex voto della gente semplice, caduta in mezzo a guai spaventosi, che un giorno ha chiesto alla madonna, alla vita, alla fortuna di gettare un occhio clemente sulle proprie disgrazie. Come writers educati, o come una bacheca di Facebook esposta alle intemperie. “Per grazia ricevuta”. Sepolto dal rumore delle macchine, un brusio indistinto di voci anonime e meravigliate. Una citazione dal Vangelo di Luca incisa su una pietra, si rivolge ai passanti: “Chiedete e vi sarà dato / cercate e troverete / … Chiunque infatti chiede, riceve / Chi cerca trova / A chi bussa verrà aperto”. Come una targa sbiadita di trent’anni fa: “Più volte chiesi… più volte ottenni”. Attorno palazzoni di semiperiferia o archeologie industriali. Il graffitaro “Space invader”, incastonato tra un PGR e l’altro, ha piazzato un suo inconfondibile mosaico bianco e rosso.

Testimonianze di miracoli, forse il miracolo è proprio questo. O forse che le cose della vita sono davvero imprevedibili, perché la speranza crea nuove energie, per pura buonasorte o per vero prodigio, magari il figlio malato è guarito, la donna sterile ha partorito, il lavoro finalmente è arrivato, un amore che pareva morto ha trovato nuova linfa. Nel muro c’è un povero mattone che porta il suo grazie inciso con un chiodo, c’è la manetta di un carcerato, c’è una scheggia di legno scritta da un immigrato,  c’è un foglio cancellato dalla pioggia con le sigle di un’associazione di consumatori.

chiese

Luca Di Ciaccio • 27 ottobre 2011


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