Hitchens
Il problema, come dice lei, è che la vita non è democratica. Non siamo tutti capaci di sbronzarci fino alle tre di notte e alle otto di mattina andare a un talk-show avendo nel frattempo prodotto ”un saggio di due o tremila parole su John Locke e John Stuart Mill”. O di scriversi un irresistibile funerale da vivi. Christopher Hictens sì, ma lui era il più bravo in circolazione. Nonostante si sia abbastanza adulti da capire che nessuno somiglia mai davvero alle cose che scrive.
“Concludo con la domanda che Bill mi ha posto implicitamente prima: «Perché non accetti questa offerta meravigliosa? Perché non ti piacerebbe incontrare Shakespeare, per esempio?» Non so se voi crediate davvero che dopo la morte ci rimontino pezzo per pezzo, e si possa poi chiacchierare con degli autori del passato. Non è necessario crederlo secondo la teologia cristiana, e devo dire che a me sembra una barzelletta pure e semplice. L’unica ragione per cui mi piacerebbe incontrare Shakespeare, per lo meno potrei forse arrivare a desiderarlo, è perché POSSO GIÀ parlarci in qualunque momento, visto che È immortale, vive nelle opere che ci ha lasciato. E se le hai lette, incontrare chi le ha scritte si rivelerebbe quasi certamente una delusione.
Ma quando Socrate fu condannato a morte per le sue speculazioni filosofiche, e per l’oltraggio blasfemo di avere sfidato gli dei della città — e accettò di essere ucciso — disse, be’, se siamo fortunati, forse potrò chiacchierare con altri grandi pensatori, filosofi e scettici. In altre parole la discussione su cosa sia buono e bello, cosa sia nobile, puro, vero potrà sempre proseguire. Perché questa cosa è importante? Perché piacerebbe anche a me? Perché è l’unica discussione che valga la pena di fare. Se continui o meno dopo la mia morte non lo so. Ma quello che so è che è di questo che voglio discutere finché sono ancora vivo. Il che per me significa che l’offerta della certezza, l’offerta della sicurezza assoluta, l’offerta di una fede impermeabile che non cede di un passo è un’offerta che non merita di essere accettata.
Voglio vivere con la consapevolezza di non conoscere ancora niente a sufficienza; che non ho capito abbastanza; che non POSSO saperne abbastanza; che mi muovo sempre, vorace, a un passo da un enorme tesoro di conoscenza e saggezza. Non potrei vivere in un altro modo. E vi chiedo di stare attenti a chi viene a dirvi, ALLA VOSTRA ETÀ, che siete MORTI finché non la pensate come loro — che cosa terribile da dire a dei bambini! — e che l’unico modo di vivere è accettare un’autorità assoluta: non pensate che sia un regalo. È un bicchiere avvelenato. Rifiutatelo, anche se vi sembra allettante. Rischiate, pensate con la vostra testa. Così troverete molta più felicità, verità, bellezza e saggezza sulla vostra strada.
(Christopher Hitchens, novembre 2010, da qui).





