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Il Caro Leader

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Oggi ho letto la notizia che il dittatore nordcoreano Kim Jong-Il è morto (uno di quei casi in cui ci si augura che l’inferno esista).Un’annunciatrice vestita di nero ne ha dato la notizia alla tv di regime nordcoreana, parlando di una morte provocata dall’eccessivo stress fisico e mentale. Al trentottesimo parallelo, al confine tra il nord e il sud, hanno sparato qualche missile. A Kim Jong-Il, dicono, dovrebbe succedere il figlio 28enne e a quanto pare non particolarmente sveglio, il terzogenito Kim Jong-Un. Però, tecnicamente, il presidente della Corea del Nord sarebbe ancora Kim Il-Sung, morto nel 1994. Il suo titolo infatti è “presidente eterno”.

Poco fa, per dire, mi sono messo a leggere l’elenco dei titoli attribuiti a Kim Jong-Il, alcuni ricevuti da fedeli funzionari del suo partito, altri semplicemente autoattribuiti. “Centro del Partito”. “Persona superiore”. “Caro Leader”. “Rispettato Leader”. ”Leader Intelligente”. ”Leader Geniale”. ”Unico Leader”. “Caro Leader, perfetta incarnazione dell’apparenza che dovrebbe avere un leader”. “Comandante in Capo”. “Grande Leader”. “Padre del popolo”. “Sole del Futuro del Comunismo”. ”Stella splendente della Montagna Baitou”. ”Raggio di sole che ci guida”. “Leader della Forze armate rivoluzionarie”. ”Garante dell’unione delle terre dei padri”.  ”Simbolo dell’unione delle terre dei padri”. ”Speme della nazione”. ”Padre amato”. ”Leader del Partito, del paese e dell’esercito”. “Leader”. “Generale”. “Grande Leader del nostro Partito e della Nazione”. ”Grande generale”. ”Generale amato e rispettato”. “Comandante sempre vittorioso e dalla volontà di ferro”. ”Sole del socialismo”. ”Sole della nazione”. ”Il grande sole della vita”. “Grande sole della nazione”. ”Padre della nazione”. “Leader del mondo del 21esimo secolo”. ”Leader senza pari”. ”Sole splendente del 21esimo secolo”. ”Grande sole del 21esimo secolo”. ”Leader del 21esimo secolo”. ”Politico meraviglioso”. ”Grande uomo, disceso dal Paradiso”. ”Supremo Leader della nazione”. ”Sole splendente di Juche”. “Leader del Partito e del popolo”. ”Grande ufficiale”. ”Generale invincibile e sempre trionfante”. ”Padre rispettato e amato”. ”Stella che ci guida nel 21esimo secolo”. ”Grande uomo, protagonista di gesta”. ”Grande difensore”. ”Il salvatore”. ”Mente della rivoluzione”. ”Più alta incarnazione dell’amore cameratesco della rivoluzione”. ”Sua eccellenza”.

Tutti questi titoli per un umarell con gli occhi a mandorla e la bomba atomica nel taschino, ho pensato. Quando vedi le foto della penisola coreana dal satellite la prima cosa che salta agli occhi è la differenza luminosa: le luci che illuminano il sud, il buio profondo oltre il trentottesimo parallelo. I coreani che piangono, in fila, ordinati, vestiti di nero, affamati, povera gente alla quale era stato fatto credere di vivere in paradiso, forse hanno avvertito il terrore di scoprire la verità. Quella di essere un popolo prigioniero, incapace di ribellarsi.