Ludik

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Eccesso di gelo

“Ma possibile nevica ovunque e solo qui no, i nipotini vedono la televisione e si lamentano che vogliono giocare anche loro a palle di neve” dice mia madre al telefono dalla natìa Gaeta. Almeno due fiocchi per farli contenti ai nipotini, così piccoli e già così meteoropatici, in effetti sarebbe bello se venissero. In fondo tutti abbiamo diritto se non all’abusato quarto d’ora di celebrità perlomeno alla mezza giornata di emergenza neve. I bambini potrebbero costruire dei pupazzi ghiacciati a regola d’arte, con la carota al posto del naso, i grandi si metterebbero a fare delle foto molto poetiche e un po’ sgranate coi loro telefonini, il comandante “sceriffo” dei Vigili saprebbe sicuramente sfoderare una sontuosa uniforme d’alta montagna, gli esponenti del Pd potrebbero organizzare delle primarie con le palle di neve, e il sindaco già in campagna elettorale avrebbe l’occasione di conquistare una prima linea indiscussa, farsi inquadrare dalle telecamere amiche con la pala in mano, condurre la città di mare sbigottita oltre la bufera, su un terreno saldo, asciutto, sicuro. E invece fa freddo, ma non troppo, continua a piovere, ma senza che l’acqua si tramuti in fiocchi gelati.

Ci sarebbe da rassegnarsi, ma non si sa mai. Come i nipotini pure un sindaco non si arrende, nella mite città di mare. Scuole chiuse domani, obbligo di catene per gli automobilisti, vigili richiamati in servizio, sacchi di sale pronti all’uso, l’immancabile “unità di emergenza” attivata (i nipotini, che già impazziscono per i film d’azione, si immaginano una situation room con le lucine nella torre civica, come quella sotto la Casa Bianca nei film di Harrison Ford). Non è che staranno drammatizzando un po’ troppo? Il sindaco Raimondi garantisce di avere avuto “seri e circostanziati” bollettini dalla Protezione Civile, dal Ministero dell’Interno, dalla Regione Lazio, della Prefettura. E dunque fa bene a raccomandare di essere prudenti, limitare gli spostamenti a piedi, tenersi aggiornati sulle previsioni meteo. “Ma io mi aggiorno da ore su tutti i siti di previsioni del tempo e su Gaeta danno solo pioggia, al massimo un po’ di nevischio misto a pioggia, che devo fare” si lamenta il mio amico Riccardo, al quale già una volta un temporale più violento del solito fece sprofondare l’asfalto della strada sotto casa sua. “E le catene? Con quello che costano, posso mai comprarmi le catene io che abito a due passi dalla spiaggia?” insiste Riccardo.

La prudenza non è mai troppa, si sa. Stamattina nel centro di Roma strade deserte, sembrava stessero per bombardare, dall’una di pomeriggio autobus introvabili per il “piano neve” dell’Atac, lo stesso che una settimana fa fallì per “eccessivo innevamento”, anche se dal cielo cadeva solo pioggia, sui siti di informazione pubblicate foto del sindaco Alemanno davanti a un sacco di sale nella notte in piazza Venezia, per strada una ragazza eccitata dagli eventi ridacchiava al telefono e diceva “buona evacuazione!”, proprio così, evacuazione, come se invece di una mezza bufera fosse in corso una calamità atomica. Prevenire però è sempre meglio che curare, ci mancherebbe. Sarebbero d’accordo quegli automobilisti romani rimasti intrappolati nel traffico venerdì scorso, o i passanti incautamente scivolati su qualche lastrone di ghiaccio dove nessuno aveva passato sale o palette, o gli abitanti di paesi ciociari e appenninici rimasti per giorni intrappolati da muraglie di neve senza elettricità e acqua. Però io me la ricordo l’ultima nevicata gaetana, due anni fa. Per un pomeriggio si imbiancò tutto, le previsioni lo avevano detto da giorni e al sindaco e alla Protezione Civile allora non venne nessuna frenesia, i bambini scesero a giocare a palle di neve e i grandi andarono a fare due passi sulla spiaggia imbiancata, perché sapete com’è, la neve in un posto di mare non è uguale alle altre nevi, ha qualcosa di indolente e di effimero che affascina. E poi a Gaeta, sul Tirreno, non capita davvero quasi mai.

Forse chissà il sindaco gaetano avrà confuso il bollettino coi centimetri e millimetri di neve con l’altro bollettino sugli ultimi sondaggi elettorali, o al Comune avranno pensato che è sempre meglio giocare d’anticipo, come quell’assessore che si è dimesso appena tre giorni prima che uscisse la notizia che è indagato per abuso d’ufficio, che combinazione. Forse, dirà l’opposizione, la neve è l’ultima promessa mancata di uno abituato a spararle grosse. Questo è un paese fatto così, nessuno crede più a niente, delle autorità non ci si fida, anche la neve pare un miraggio o un impiccio. “Cari concittadini, state in casa, uscite il meno possibile, che rischiate anche di prendervi un’influenza” ha annunciato Raimondi, con tono grave da salvatore della patria, in un accorato videomessaggio sulla tv locale e su YouTube. Magari alla fine imbiancherà lo stesso, e sarà uno spettacolo bellissimo, anche i miei nipotini scenderanno a costruirsi un pupazzo di neve e saranno felici come lo ero io la prima volta che vidi la neve, sempre che i vigili nel frattempo non gli facciano una contravvenzione. Io però, poiché da giorni non si parla d’altro, stanotte ho sognato che stamattina invece mi svegliavo a Gaeta, ed era primavera. Ma poi ho visto che c’erano pure i cartelloni per le elezioni comunali, e allora mi sono rituffato nel cuscino.

Luca Di Ciaccio • 10 febbraio 2012


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