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Tanti auguri

C’è sempre una vaga tristezza che mi accompagna il giorno del mio compleanno. Mi sento solo e abbandonato, mi sento anziano e oppresso da 365 possibilità in meno di avere successo nell’impresa più difficile: essere.  Così finisce che passo la giornata come al solito: lavoro, dico, faccio, mangio, mi faccio il bidet, mi taglio le unghie, scrivo al computer, rispondo al telefono, apro la porta. Evito di dare feste, anche perché mi scoccerebbe l’idea di annoiarmi ad una festa in mio onore, però offro dei dolci, rispondo agli auguri, se qualcuno mi passa una candelina da spegnere ci soffio.

Ma la giornata passa così, nel vuoto. E non importa quanto questo vuoto sia riempito di gente e cose e sentimenti. Le cose vere che ci portiamo dentro sono infinite volte più ingombranti di qualunque zaino messo in spalla, e le cose finte che ci attraversano la testa, da un orecchio all’altro, sono troppe volte più vere di qualunque matematica equazione da calendario. Il compleanno è così, un giorno come un altro che qualcuno prova a rendere speciale, un giorno speciale che scivola come qualsiasi altro.

Luca Di Ciaccio • 14 febbraio 2012


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