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Parcheggi alla gaetana

Nell’ossessione di trovare un posto, che fosse una poltrona da assessore da rivendicare o un impiego statale e parastatale per cui raccomandare, sembra che a Gaeta il problema principale sia quello dei parcheggi. Con piglio da vendicatore mascherato, manco fosse Zorro, il nuovo sindaco pidiellino Mitrano appena insediato ha spedito immediatamente due operai comunali a rimuovere dalla piazza del Municipio il cartello che delimitava i “parcheggi riservati agli amministratori comunali” fatto apporre, giusto cinque anni fa, dal suo predecessore civico Raimondi e subito ribattezzati “i parcheggi della Casta” (ci vuol poco, oggigiorno, per diventare parte della famigerata “Casta”). Tra il rumore di scalpello sulla parete in mattoni rossi del Comune, una telecamera ad immortalare la scena, e perfino un accenno di battimani da un passante, pareva di assistere a quelle volte in cui sulla pubblica piazza vengono abbattute le statue del tiranno appena rimosso. Ma il vecchio sindaco non era mica Mubarak, e la macchina la doveva pur parcheggiare da qualche parte la mattina appena arrivava in Comune, non disponendo né di solerti collaboratori pronti a dargli un passaggio in berlina, come il suo successore, né di auto blu pronte alla bisogna, come altri politici di più alto grado o di maggiori entrature. I cittadini tuttavia apprezzano il gesto di Mitrano, e dunque politicamente furbizia demagogica batte arroganza fessa uno a zero.

Non che Raimondi abbia mai avuto buoni rapporti col codice della strada: la volta che alcuni cittadini pubblicarono online le foto della sua auto privata in divieto di sosta lui si giustificò dicendo pressapoco “non ho l’auto blu dunque posso parcheggiare dove voglio”, quell’altra volta che, il giorno delle elezioni, un blog mise in Rete la foto del suo Suv in sorpasso fuorilegge sulla superstrada Flacca (“il sorpasso, non quello elettorale” il geniale titolo) intervenne nientemeno che un’associazione antimafia dicendo che una foto del genere era un chiaro avvertimento in stile mafioso, e vabbe’, e l’anno scorso in consiglio comunale fu presentata perfino un’interrogazione per sapere come mai il palo del segnale del divieto di sosta proprio sotto casa dell’allora primo cittadino era scomparso, anzi proprio segato via, nottetempo. Ma pure la più salata delle multe per divieto di sosta, alla fine, è nulla di fronte agli otto milioni di euro di appalto annullati da un giorno all’altro col cambio di amministrazione in Comune. Il bando, ormai in dirittura d’arrivo, prevedeva la costruzione di due mega-parcheggi sotterranei a piazza XIX maggio, proprio sotto il Comune, e in piazza Villa delle Sirene, proprio dove anni fa una ventina di pini secolari furono abbattuti senza remore per far posto a una spianata di strisce blu degna di certe borgate sovietiche. Dietro lo stop all’appalto parcheggi pare già di intravedere la manina del conflitto di interessi: a presentare ricorso per essere stata esclusa dalla gara infatti era stata la ditta di costruzioni di quello stesso Edoardo Accetta ora diventato consigliere comunale più votato nella maggioranza di Mitrano.

Metti un posto di là, togli un divieto di là, alla fine è tutto un parlare di parcheggi. Pure il Pd dice che il suo ex consigliere provinciale Di Maggio non può mica restare “parcheggiato” sul suo scranno in Provincia ora che ha cambiato partito passando all’Idv. Mentre l’Udc deve trovare un parcheggio in giunta per i suoi uomini e conservare il posto riservato all’avvocato Matarazzo in consiglio, uno che non lo sposti nemmeno col carroattrezzi, ma come sul lungomare all’ora di punta in giunta i posti sono pochi e quelli che girano cercandone uno sono pure troppi. Invece il neo-sindaco Mitrano ha già annunciato che ora vuole varare i “parcheggi rosa” riservati a donne incinta e fresche mamme, una bella idea presa pari pari dal programma della piddina Rosato, e chissà se questo non sia un modo per dirle che in maggioranza c’è un posto in rosa anche per lei. Intanto l’ex assessore raimondino Salone (un altro costruttore edile, chissà com’è che poi si buttano tutti in politica) pur di non restare senza un posto dove parcheggiarsi in attesa di tempi migliore ha cambiato macchina nel giro di ventiquattr’ore dalla chiusura dei seggi, via la vecchia utilitaria civica, pronto un nuovo furgoncino di destra. Cosa non si farebbe, parafrasando il proverbio gaetano, per parcheggiare la barca all’asciutto. Anche se poi – vista la crisi economica, i monumenti chiusi, le opere pubbliche al palo – dopo tutto questo progettare parcheggi ci si chiede cosa ci sarà mai da fare una volta scesi dalla macchina, se non farsi una passeggiata e godersi il panorama.

Luca Di Ciaccio • 4 giugno 2012


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