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Prima di votarvi

Camminando in campagna una mio amica mi esprime questa sua convinzione: dal sessantotto in poi i figli ereditano la parte politica dei genitori. Se i genitori sono di sinistra, i figli saranno di sinistra. Se i genitori sono di destra, i figli saranno di destra. Ciò spiegherebbe anche perché io sarei, fondamentalmente, un democristiano con venature anarcoidi. Le ho contro-obiettato la famosa teoria dei partiti italiani. In Italia insegne e nomi dei partiti cambiano continuamente, ma i dirigenti che li stroncano e poi li fanno rinascere sono sempre gli stessi. L’altro assunto è che in Italia cambiano più spesso partito i politici degli elettori. Cosicché per vincere le elezioni basta fare il pieno degli elettori fedeli alla propria parte politica, contando sull’astensionismo deluso degli altri e senza la fatica di dover convincere quelli dalla parte opposta. In fondo, per il militante di sinistra medio  è semplicemente inconcepibile che una persona che ha votato per Berlusconi possa essere una persona per bene. Per questo non capisce come se ne possa chiedere il voto.

Poi abbiamo ripensato a tutte le volte che, furia di cercare un salvifico leader in grado di cambiare il Paese, s’era finiti ad applaudire il primo che dicesse un paio di concetti sensati sulla nostra malconcia democrazia e un elencasse un po’ di belle cose di sinistra, facendolo davanti alla platea giusta e nel momento appropriato. Oppure ad innamorarsi di modelli esteri, con la stessa volubilità con cui si va dal parrucchiere con una foto in mano. Ma quante volte un popolo o una persona possono innamorarsi, illudersi, provarci, fare finta di crederci? E allora dovrei fidarmi dell’entusiasmo, e una mia amica continua a ripetermi di quanto sia importante l’entusiasmo, l’allegra certezza di stare dalla parte giusta, con la gente in gamba: è un valore in sé, che a volte aiuta a vincere. Però io poi mi ricordo di aver pensato così anche altre volte, adesso parlano tutti bene di Renzi, qualcuno anche di Grillo, poi mi ricordo che c’era entusiasmo anche vicino a Veltroni, o perfino nei pressi di Rutelli, o poco tempo fa attorno a Vendola e alle sue fabbriche. E alla mia amica glielo ricordo, ogni tanto: ti ricordi le cantonate che abbiamo preso? E già so che l’altra faccia dell’entusiasmo è sempre la delusione, tutti quelli che un domani diranno che pensavano chissaché e poi s’è scoperto inveceché. Già preventivamente non li sopporto, e non mi sopporto nemmeno io solo all’idea di ricapitarci.

Sono più le volte che abbiamo detto che era ora di provarci o quelle in cui ci abbiamo provato e abbiamo fallito? Grazie a Dio c’è sempre qualcuno di più vecchio e onusto di gloria al quale chiedere di farsi da parte. Grazie a Dio c’è sempre qualcuno di più nuovo, in apparenza, di cui tessere le lodi senza l’onere della prova. Però prima di un’autunno di primarie del centrosinistra a cui, di questo passo, ci saranno più candidati che elettori, e prima di una lunga stagione di elezioni di cui non ancora non è dato sapere né regole né squadre in campo né programmi, viene solo da dire che anche questa volta il voto ve lo darò, come ho sempre fatto, però state zitti tutti, fate meno casino possibile, che è meglio.

renzi

Luca Di Ciaccio • 17 settembre 2012


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