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Bulli e bullizzati

I bulli li riconosci da adulto, un giorno per caso. Una richiesta di amicizia che arriva su Facebook, un incontro fortuito nella piazza del paese, la notizia di seconda mano riportata dai genitori, hai saputo di. E tu naturalmente vuoi sapere. Scruti quelle facce ormai adulte, indaghi dietro i sorrisi da professionista realizzato o gli sguardi torvi da delusi esistenziali, cerchi una crepa, un appiglio per andare a vedere se qualcosa è cambiato, se lui – il bullo che ti tormentò in anni lontani, in mattine di scuola o pomeriggi al parco avvolti nella nebbia dei ricordi – ora sta peggio di te. Se nasconde anche lui dietro le pieghe di un trauma adolescenziale l’ombra di un fallimento. Ne saresti contento. La tua determinazione a farcela, la tua sete di rivalsa, di fare le cose bene e farlo vedere agli altri forse nasce da lì. La tua vulnerabilità alle parole fuori posto, il tuo offenderti per un nonnulla, la mancanza di prospettiva, forse anche quella viene da lì. Sensi di colpa e sensi di vendetta. L’età aiuta, ma non risolve.

Hai imparato lì a dissimulare: farsi amico il più forte che ti vuole male, scacciare i deboli in cerca di conforto e di alleanze. Misurare le tue diversità sulle aspettative degli altri: non scheccare, togliti quello smalto sulle unghie, dimagrisci, metti dei muscoli, parla con voce più impostata, fai il simpatico. Chi è stato tormentato perché diverso rimane diverso per sempre, indipendentemente dalla natura della sua diversità. Ma hai capito in quelle giornate senza uscita che le autorità, dai professori in cattedra ai genitori seduti a tavola, sono poco più che statue appannate, non si rendono conto delle situazione, sono incapaci o, peggio, complici. Quella solitudine, a qualcuno, fa più male di altro. Hai imparato da piccolo a vivere in un mondo di bulli, e sarà per questo che non riesci a condannare del tutto la nazione di bulli cresciuti, il paese ostile alla diversità e alle novità in cui vivi da adulto. Sai che adattarsi al contesto a volte è il modo più affidabile per sopravvivere. Deglutisci solo leggendo quelle notizie in taglio basso sul giornale, qualche ragazzino che si ammazza, ma mica lo conoscevi. Non ci si ammazza mai per un motivo solo. Tiri dentro una lacrima invisibile ed esponi un sorriso implacabile.  Rivedi il tuo ex bullo, e naturalmente entrambi vi sorridete come se niente fosse mai successo.

Luca Di Ciaccio • 23 novembre 2012


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