Ludik

un blog

E di nuovo cambio casa

Si dice sempre che ogni casa è una storia. Forse è vero anche il contrario. Le storie sono simili a case. Hanno una porta d’ingresso e alcune stanze vuote o piene, ampie o anguste, illuminate o buie, vissute o abbandonate a loro stesse.  Hanno i muri, i corridoi, le soglie per passare da una stanza all’altra e le finestre per guardare fuori. Le case, quelle da cui andiamo via e quelle in cui traslochiamo, assomigliano alle storie che hanno vissuto e che ancora non sanno di vivere. Le vite si consumano come i palazzi, spariscono piano piano i cognomi e cambia l’odore degli ascensori. Arrivano coppie, vanno via bare o barelle, si appendono fiocchi rosa o azzurri al portone. Gli spazi in cui scegliamo di abitare diventano più larghi o più stretti, più vicini o più lontani, non solo in base alle disponibilità economiche ma soprattutto in base a quanto le nostre vite diventano ingombranti, le cose che scegliamo di condividere a vent’anni e quelle che cerchiamo di custodire gelosamente a quaranta, o quelle altre di cui vogliamo disfarci attorno ai sessanta. Poi una casa cambia con il tempo, e che altro c’è da raccontare se non questo, conflitti e rivoluzioni, traslochi e nuove vite. Andiamo a stare in una casa nuova, e il primo lavoro che facciamo è imbiancare le pareti. Cancelliamo dalla casa la storia di chi non c’è più: abitandola ci scriviamo sopra la nostra.

Luca Di Ciaccio • 19 luglio 2013


Previous Post

Next Post