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Il traffico di Istanbul

Sulla tangenziale di Istanbul, al tramonto dell’ennesima illusione olimpica, si imbottiglia tutto il traffico tra i due continenti, un formicaio di dodici milioni di abitanti, una dozzina di matrimoni, con spose turche ricoperte di veli bianchi, venditori di acqua, pannocchie e custodie per smartphone. La strada è un fiume rovente di auto e camion che passano con disinvoltura, quasi per ingannare il tempo, da un corsia all’altra, in mezzo a case, condomini, alberghi, e tanti enormi grattacieli e gabbie di cemento in costruzione. Auto a passo d’uomo. Non sono concesse pause, né precedenze. Sorpassiamo cupole di moschee che sembrano fatte di alluminio, ma neanche invocare il Dio del Profeta può salvarci da questo ingorgo perenne e all’apparenza infinito. La strada decolla controluce mentre l’umanità si affolla sui cavalcavia.

Luca Di Ciaccio • 14 settembre 2013


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