Ludik

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Tutte le feste porta via

Si stacca la spina, si tolgono le palle colorate e i festoni, si mettono tutti i fili e le lucette in una scatola. I rami sempreverdi perché artificiali si tolgono uno ad uno, svitandoli dal tronco di plastica. Le palline rosse vanno in un contenitore, quelle dorate in un’altro. La stella usata come puntale lascia in mano un po’ di polvere dorata e rossa, come una pozione magica che ha smesso di fare effetto. In un altro angolo della casa i pastorelli e i re magi, i venditori di caldarosse e i pescatori, le donne con la cesta in testa e le pecorelle, vengono dolcemente riconsegnati al loro sonno lungo un anno, con una coperta di plastica gonfiata e una stanza di cartone chiusa dal soffitto con lo scotch. Le casette dei pastori e il castello dei re magi si smontano come container prelevati da una gru a forma di mano. Via il cielo stellato e via le montagne, il muschio e il fiume di carta argentata, e via anche la grotta, col bambino, i genitori, il bue, l’asino. Come in una preghiera recitata all’incontrario tutto scompare via, inghiottito dalla scadenza, portato via come i panettoni a metà prezzo che nessuno compra più. Si resta, alla fine, a contemplare quell’angolo vuoto della casa, indecisi se lì c’è un ingombro in meno o una mancanza in più.

natale

Luca Di Ciaccio • 6 gennaio 2014


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