Ludik

un blog

Panigiri

Il vecchio pope è fatto proprio come uno si immaginerebbe un pope ortodosso, massiccio e barbuto, tonaca nera e stola bianca, e una litania bassa che esce dalla bocca e invade il tramonto di una chiesetta ortodossa che spunta in mezzo al nulla, nel profondo di un’isola greca dove siamo gli unici turisti a spingerci, con passaggi d’auto lungo strade polverose, degni delle marchese sprovvedute che gareggiano a Pechino Express, superando villaggi con nomi da città invisibili. Ma chi cerca l’esotico poi trova l’uguale. sembra di stare in un piazza qualunque di un nostro paese del sud, nei giorni di santi o di madonne, coi vecchi sulle sedie, le signore sull’uscio della chiesa, l’odore di fritto o di arrosto, i bambini che si rincorrono.

Scappi su un’isola per essere lontano da tutto e poi scopri che il tuo mare e i tuoi ricordi sono al centro di tutto. Gli dei, non lontano da qui, sono in guerra tra loro, sono invocati da generali, presidenti, terroristi, banditi, opinionisti televisivi. La processione gira tre volte attorno alla chiesa. Una parrocchiana esce da una porta con un vassoio pieno di focacce, e decine di mani si allungano per afferrare. Si allunga la fila per baciare la sacra icona. Sventola, accanto alle righe bianche e azzurre della bandiera greca, sintomo di umiliazioni economiche, la nera aquila bicipite dell’impero defunto, la stessa del patriarcato di Costantinopoli. La notte, all’odore di carne arrostita, partono le danze, gambe e braccia si incrociano seguendo movimenti di particelle antichissime, lungo fili invisibili che noi non capiamo, impegnati a cercare un passaggio per il ritorno.

chiese

Avatar Luca Di Ciaccio • 30 Agosto 2014


Previous Post

Next Post