Ludik

un blog

Bicchieri rossi

Ci si saluta sempre, prima che arrivi Natale, con una premura particolare, cercando di mantenere l’impegno a vedersi – “mi raccomando” – prima delle feste, come se dopo fosse troppo tardi, come se questi pochi giorni in cui all’improvviso le luci si accendono e gli impegni, ma solo per un poco, si fermano fossero poi gli ultimi prima della fine del mondo, come se partissimo per la guerra e non per il cenone. E poi c’è quel momento nell’ufficio, attorno alla scrivania, che “ci facciamo gli auguri adesso con chi c’è, sennò lunedì”, e si tira fuori una bottiglia, accanto ai computer e alle cartelline spuntano i bicchieri rossi di plastica, e qualcuno taglia a fette un panettone. Si azzarda un brindisi, ci si chiede l’un l’altro come si passeranno le feste, qualcuno è contento, qualcuno abbozza un sorriso e forse fa finta. Ci si saluta con una specie di sollievo per essere arrivati fino a qui, senza troppi lividi, senza troppe ammaccature. Non c’è tempo o abbastanza voglia per la festa della rinascita ma al massimo per la festa della pausa, della stanchezza da cui riprendersi, della voglia di staccare per andare lontano. E quel lontano può essere un’aereo per i Caraibi o una superstrada che ti riporta a casa dei tuoi giù in paese, fa lo stesso, è comunque un posto che ti sembra irriconoscibile ai giorni in cui sei costretto ad andare di fretta, senza il tempo di salutare, di abbracciare chi ti sta accanto, di dargli una pacca sulle spalle o un bacio sulla guancia sussurrandogli “auguri”. Usciamo dall’ufficio nella sera non troppo fredda, in bocca ancora il sapore del prosecco e una strana provvisoria serenità.

natale

Avatar Luca Di Ciaccio • 20 Dicembre 2014


Previous Post

Next Post