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Prove di una parata

Il passo di marcia risuona sui sampietrini, cori da gita e da battaglia riecheggiano tra Caracalla e i Fori Imperiali, corre via veloce una camionetta mimetica. Qualcuno che ignaro si trovasse a passare per il centro di Roma in una notte di fine maggio penserebbe di trovarsi di fronte a un golpe militare nella semi-oscurità della capitale o a qualche guerra dichiarata ormai fuori tempo massimo. Ma caschi e fucili, spade e carrarmati, cavalli e pennacchi sono la prova generale della grande parata del 2 giugno. Soldati di esercito e di marina, generali e reclute, carabinieri, poliziotti e crocerossine, marò e paracadutisti, pompieri e tute bianche dei Ris, celerini e finanzieri, tutti i battaglioni scorrono in fila uno dopo l’altro nelle strade chiuse al traffico, tra i pini e i semafori. Una nuvola di voci e urla e cori di ragazzi  e ragazze in divisa finché da un altoparlante riecheggia l’ordine di mettersi sull’attenti. Passa una berlina scura, vuota. Tutti i soldati d’Italia restano sull’attenti di fronte alla luna.

Senza la luce del sole e gli applausi del pubblico, senza le autorità in giacca e cravatta all’ombra delle pensiline e le contestazioni dei pacifisti dietro le transenne, la parata sembra il set di un film senza regista, un incubo dolce per cittadini insonni, vecchi nostalgici o turisti spaesati. La banda dei Carabinieri, ciondolando in attesa che ricomincino le prove, si mette a suonare “Roma, nun fa’ la stupida stasera”- Scomparso lo spauracchio del servizio di leva, lasciate nell’indifferenza le operazioni di guerra chiamate costruzioni di pace, chiuse le caserme in attesa di diventare palazzine residenziali e centri commerciali, ora che nemmeno più quei pochi militari lasciati a far la guardia davanti qualche fermata di metropolitana destano impressione, chissà dove sono, cosa fanno, cosa sognano, come passano il tempo i soldati d’Italia. Da quale piega della memoria spuntano fuori, stanotte, marciando allineati tutti insieme, portandosi la mano sulla fronte davanti a due corazzieri cartonati e a un vecchio generale seduto per finta al posto del presidente.

2 giugno

Avatar Luca Di Ciaccio • 2 Giugno 2015


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