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Il quartino della sora Pina

Gli uomini partono per mare, marinai e capitani di lungo corso, e le donne restano in paese, governando case e prole, investendo le rimesse che arrivavano dalle navigazioni in beni più che mai solidi e immobili. “Gliu’ quartin”, l’appartamento. Così si faceva un tempo. Case su case, mattoni su mattoni. Senza rischi d’impresa,  ambizioni fuori luogo, grilli per la testa. Ma che vuoi fare, ma dove ti credi di andare, ma pensa a stare bene, ci si ripete anche oggi nei sicuri confini della città che è sempre di mare, ma che come tutte le città di mare desidera la terra, compra la terra, si snatura e si svilisce sulla terra, che è comunque ferma e sicura come la rendita, di fronte a quel mare agitato e mosso come il rischio di impresa. Ora sono i giovani, uomini e donne, con l’aiuto talvolta dei loro nonni previdenti, che partono per i mari del cercare lavoro e fortuna fuori dal paese. Qualcuno prende il volo, qualcuno torna ma a restare sono sempre gli altri, quelli che hanno ancora un quartino da difendere o da comprare.

Aveva il cuore debole e la voce di tuono la consigliera comunale e democratica del paesone di mare, lei che sta all’opposizione anche se nessuno ci fa caso, mentre se la prendeva coi giornalisti luridi e pagati che avevano messa in piazza la compravendita di quell’appartamento: lei l’acquirente, il presidente del consiglio comunale del partito avversario il venditore. La voce è dal sen fuggita al capogruppo di maggioranza, in una delle sue crisi di nervi, poi è finita sui giornali, e si sa come vanno queste cose, c’è chi poi si scandalizza anche se non è un reato. Non avrebbe dovuto vergognarsene in quella maniera un po’ villana, la consigliera, col suo foglietto in mano nella massima assise e il dito puntato. Ma che vuoi fare, ma dove ti credi di andare, ma pensa a stare bene. Le nostre nonne e molti concittadini ancora oggi approverebbero: lascia perdere il mare infido della politica, le ambizioni da sindaco o da parlamentare, tutte le belle parole e le grandi promesse, i partiti sono come le imprese, che oggi ci sono e domani chissà, ma quello che conta alla fine è sempre il mattone, l’appartamento, gliu’ quartin’. Più alla gaetana di così.

Luca Di Ciaccio • 14 Luglio 2015


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