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O la va o la spacca

O la va o la spacca, a Roma. Perché anche la decadenza ormai è consumata. O la va o la spacca era il motto dei legionari romani che giocavano a dadi. Ed è anche la puntata finale (all in) nel gioco del poker. Sink or swim, annega o nuota dicono gli inglesi. Noi italiani preferiamo “bere o affogare”, come se si potesse bere il mare. Ed è con questo spirito di battaglia già votata alla sconfitta che si esce di casa ogni mattina, affrontando la vita della capitale o soltanto la ricerca di un parcheggio.

Ha inserito la marcia indietro, l’automobilista autore di questa scena fotografata stamattina in piazza Mazzini, centro del quartiere Prati popolato da avvocati e gente di televisione, qualcuno dei quali passando di lì in pausa pranzo si chiedeva se per caso non fosse una performance artistica, un’opera simbolica. Invece no, ha soltanto inserito la marcia indietro convinto di avere ingranato la prima, e ha dato gas. A quel punto l’auto, un Suv, è partita all’indietro e si è arrampicata su altre auto parcheggiate. Nessuna conseguenza, per fortuna, sulle persone nei pressi. “Aho, ma dove credeva d’annà, in cielo?”.

Più cerchi di aggiustarle le cose, più vanno una sopra l’altra. Non si trova più posto per parcheggiare e per parcheggiarsi in questa città dove ti muovi solo se spintoni, o se svicoli, o se ti fai l’autista. E tuttavia quel che atterrisce e affascina è l’esperienza dei sensi, la sensazione di vivere immersi in una realtà sempre più brulicante, sempre con meno speranze. Ma con un cielo bellissimo, un’arietta frizzante se solo ti sdraiassi a quest’ora, dopo pranzo, sotto gli alberi, più o meno nella stessa posizione di quella macchina.

Luca Di Ciaccio • 20 gennaio 2017


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