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Stampa e regime

Ogni mattina i giornali letti su Radio Radicale da Massimo Bordin, con il contrappunto dei suoi colpi di tosse e del raschio di mille sigarette, il fruscio delle pagine attraverso dita senz’altro scurite d’inchiostro, l’inciampo di un sospiro, disegnavano un mondo, o si ostinavano a cercare il filo dentro un mondo che forse non c’è più. È sempre stato facile avere delle idee e delle certezze, ma èancora complicato scomporre questo granito, o soltanto andarsi a leggere le idee di chi la pensa diversamente. In fondo se oggi c’è chi con un tratto di penna e un’alzata di spalle sta per chiudere quella radio, questo non accade per vendetta verso un nemico ma soltanto per indifferenza verso qualcosa che non si capisce. Ed è un peccato che stamattina non abbia potuto leggere la rassegna di certi suoi coccodrilli intercalando più d’uno dei suoi “vabbè”.

Nella foto la stanza del direttore Bordin nella sede di Radio Radicale.

Avatar Luca Di Ciaccio • 18 Aprile 2019


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