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Nati sotto il segno dei pesci

Io non sono nato sotto il segno dei pesci, e infatti in questa piazza San Giovanni piena di “sardine” faccio un po’ fatica a nuotare, sarà che non riesco a vedere né boe né bandiere per orientarmi in mezzo a questo mare sempre più liquido, non avvisto nemmeno il solito palco portaerei a cui puntare, riconosco solo l’acqua tiepida dei buoni sentimenti progressisti di cui avrei voluto liberarmi e che invece ora ringrazio di ritrovare ancora al loro posto, compresi i ragazzini con i cartelli di cartone a pennarello, “mamme e papà, bambini e bambine / oggi siamo tutti piccole sardine”, comprese le signore che tirano un sospiro di sollievo quando in mezzo a questo rap parte una canzone di Fossati, “sardina vecchina fa buon… brodino”, compresi i Che Guevara di quartiere che rifondano e manifestano da tutta una vita, “sardina rossa la trionferà”. Sarà infatti per questo che incontro pochissime specie della mia età di mezzo, ma solo branchi di giovanissimi e gruppi di esemplari decisamente più maturi.

E intanto il nuovo leader giovane e riccioluto è assediato dagli stessi cronisti e fotografi che assediarono Di Maio e Grillo, e che assediarono Renzi e Berlusconi, i girotondini e i sindacalisti, che a Roma assediano chiunque. Cosa legge? Farete un partito? Come cambierebbe il decreto sicurezza? Si sente un leader? Cosa prova a vedere questa piazza piena? Ed è la stessa piazza già fondale di mille manifestazioni, mille rivendicazioni, mille vittorie della politica, mille e una riscosse della società civile. Tutti sanno, lo cantava sempre Venditti, che da Bologna “partirono in due ed erano abbastanza” e poi a Sasso Marconi “incontrammo una ragazza /che viveva sdraiata sull’orlo d’una piazza”. Bomba o non bomba, arriveremo a Roma, ma poi? Le sardine vanitose, le sardine stordite, le sardine pensierose lasciano la piazza mentre fa buio e alcune carnivore le vedo sbranare un hamburger davanti a un fast food.

Avatar Luca Di Ciaccio • 15 Dicembre 2019


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