Ludik

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Fuori dal salone

Gran sabba di prosecchi e di autostima, all’ombra di boschi e sottoboschi verticali, il Fuorisalone di Milano è ormai diventato quasi più affollato del rinomato Salone del Mobile, forse perché gratis e facilmente instagrammabile. La prima foto che scatto, con l’iPhone, la faccio nella vecchia sala reale della Stazione Centrale. Esposizione di design austriaco. Ragazze…

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Arcore non si comanda

Villa San Martino, località Arcore, provincia di Monza e Brianza, 25 km dal centro di Milano, è una scatola di incanti modernissimi e ombre antiche. Un ex convento benedettino poi convertito in sontuosa villa aristocratica, che negli anni settanta del novecento, anche a seguito di oscuri eventi di cronaca nera, fu messa in vendita a…

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Ossessioni brianzole

Ci si perde in Brianza, nella provincia con più strade e tangenziali e svincoli della nazione, più aumentano le strade più aumenta il traffico, sembra di girare a vuoto non ricordando più se quella rotatoria e quel supermercato era quello visto poco fa o quello che vedremo tra poco. I milanesi in Brianza non ci…

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Smarginatura

Forse nella bassa padana non usa, ma volevo dire che la “smarginatura”, come la chiama Elena Ferrante nei suoi romanzi, stanotte l’ho provata anche io. Solo che a Lila, l’amica geniale, è successo su una terrazza di Napoli circondata da razzi e tric trac del Capodanno 1958, “in mezzo ad esplosioni violentissime, nel gelo, tra…

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Las Vegas in Brianza

Sono dentro un incubo lisergico da cui non mi risveglio, sono dentro un sogno didascalico da fotografo della domenica, oppure dentro un videoclip a costo zero di un rapper esordiente. Cosa ci fa un minareto abbandonato a due passi dal lago di Como, una galleria arebbeggiante, resti di una pagoda orientale, una discoteca vuota dove…

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Scheletri nell’armadio

Al secondo piano di Villa Necchi Campiglio, in via Mozart, nel cuore di Milano, un guardaroba. I giovanissimi volontari del Fai dottamente intrattengono i visitatori riguardo i maglioni girocollo in lana e cashmere di Dior e i pregiati cappotti ancora filologicamente contenuti nei mobili della stanze che furono della signora Nedda Necchi. Viene poi spiegato…

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