Ludik

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Città troppo eterna

È una stagione appiccicosa, fatta di nuvole di polvere e funerali da vivi. Nella città stremata nessuno è più disposto ad accettare il ruolo che il tempo vorrebbe cucirgli addosso. Per i vecchi leoni gli addii sono lunghissimi. Aprono le porte di casa, chiamano la processione degli ospiti e dei ricordi, dei discepoli e degli imitatori, lentamente sfioriscono…

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Il guardiano del Cupolone

Ci sono omini piccoli piccoli chiusi in un cubicolo al centro del mondo, postazioni di lavoro che non sai se invidiare o compatire. Se all’ingresso del paradiso ci fosse davvero San Pietro con le chiavi in mano, marmoreo e severo come quello in cima alla basilica più famosa, pronto a scrutarci in fila coi nostri peccati col cenno di…

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Un metrò chiamato desiderio

Anvedi, che meraviglia, ma è aperta davvero, com’è nuova, com’è precisa, com’è bella, anzi bella forse no però viaggia, e de che te lamenti. Sempre interessante osservare la stupefazione dei romani di fronte alle cose nuove, l’espressione di sorpresa mista a incredulità per essere costretti a sospendere, seppur momentaneamente, il perenne stato di scazzatura e indignazione…

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Prove di una parata

Il passo di marcia risuona sui sampietrini, cori da gita e da battaglia riecheggiano tra Caracalla e i Fori Imperiali, corre via veloce una camionetta mimetica. Qualcuno che ignaro si trovasse a passare per il centro di Roma in una notte di fine maggio penserebbe di trovarsi di fronte a un golpe militare nella semi-oscurità della capitale o a…

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Casa Praz

La sera rientrava nella sua casa, che si era costruita addosso come una chiocciola. Tutti gli oggetti che ne facevano parte erano attimi solidificati, sensazioni rapprese. I desideri, i ricordi, i rimpianti, le nostalgie si insinuavano e si nascondevano tra i mobili, i quadri e le suppellettili, fino a quando quelle stanze erano uno straccio bagnato che…

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Il contagio delle periferie

La tangenziale è un arcobaleno di cemento. Le automobili la percorrono come dischi nello spazio, in una nuvolosa domenica d’autunno senza partite. Le mura aureliane sono alle nostre spalle, come il centro storico dei turisti e dei souvenir, i cancelli del vecchio scalo merci chiusi e arrugginiti come in un vecchio incubo atomico, ma è solo…

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