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Chi sono

Nato a Gaeta nel 1983, vivo a Roma, porto occhiali dalla montatura nera. Mi sono occupato soprattutto di comunicazione politica e di giornalismo e di televisione, almeno finora. Ho seguito un lungo working master di comunicazione politica presso la società Running. Ho frequentato le televisioni di strada attorno al 2004, poi ho fatto parte di Sherpa Tv, che fu un web channel sulle istituzioni del gruppo Reti. Ho collaborato dal 2009 nello studio associato Dgg Consulting, che realizza campagne politiche, elettorali e aziendali. Ho lavorato dal 2011 in Hangar, una società di produzione televisiva di Gregorio Paolini, per la Rai.

Ho passato buona parte degli anni zero all’università, laureandomi infine in Editoria e Comunicazione con una tesi di sociologia urbana sulle “utopie di strapaese”. Qualche anno prima avevo concluso la triennale della stessa facoltà con una tesi sulle telestreet e i piccoli paesi. Ho tentato imprese più o meno vane, come una finta candidatura a sindaco di Gaeta, poi raccontata nel docufilm “Spaghetti Spin Doctors”, e una traversata a piedi in un’estate dal Tirreno all’Adriatico.

Leggo molto, ascolto musica piuttosto eterogena, ho la patente ma non guido, gioco male a pallone però ogni tanto corro, prova a imparare a cucinare. Scrivo dove capita, ogni tanto anche di cose locali. Ho questo blog dal gennaio 2001, da cui mi affaccio quasi ogni giorno, col pigiama stazzonato e gli occhi rossi di insonnia oppure col vestito buono di società, accompagnato dai fragori del mondo o dal tran tran quotidiano. Tuttora non so a che punto si trovi la mia trasformazione “da uomo a sito”. Ma, come dice un altro illustre blogger, “stanco di cercare me stesso, mi siedo sulla riva e aspetto che sia me stesso a trovarmi”.

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«Un vero personaggio uscito dal western di Sergio Leone, che alla fine del film non sai se ci ucciderà tutti ad uno ad uno in modi bizzarri oppure inquadra l’happy end de “arrivano i nostri”»
(Massimo Canevacci, antropologo)

«Evidentemente un ragazzino disadattato»
(Guia Soncini, giornalista)

«Figlio dei tempi moderni, aspirante genio mediatico»
(“La Provincia”, quotidiano locale)

«Il più grande eversivo postmoderno»
(Peppuccio Di Caterino, semiotico politico)

«Dietro gli occhiali si celano quegli occhi blu ghiaccio, divertiti dalla misera commedia umana alla quale ogni tanto sceglie scientemente di partecipare. La sua “erre” moscia gli dona un tratto molto radical che non diventa mai chic, grazie al suo disinteresse per ciò che indossa»
(Ops Lab, società di ricerca e comunicazione politica)

«Senza valori»
(Avv. Giuseppe Matarazzo, consigliere comunale dell’Udc)