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About me

Dove andremo a finire?
Non lo so
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Luca Di Ciaccio.
Nato a Gaeta nel 1983, vivo a Roma, porto occhiali dalla montatura nera. Mi sono
occupato soprattutto di comunicazione politica e giornalismo, almeno finora. Nel
2010 mi sono preso una laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e
Multimediale con una tesi di sociologia urbana sulle "utopie di strapaese".
Qualche anno prima avevo concluso la triennale della stessa facoltà con una tesi sulle tv di
strada e comunitarie. Ho seguito un lungo working master
di comunicazione politica presso la società Running. Ho lavorato in Sherpa Tv, che fu un web channel sulle istituzioni del gruppo Reti,
e in Dgg, che realizza campagne politiche ed elettorali.
Nella primavera del 2007 sono
stato protagonista del docufilm "Spaghetti Spin Doctors", candidandomi a
sindaco di Gaeta e poi svelando per tempo che si trattava di una provocazione
mediatica. Nell'estate 2008 ho tentato con il mio amico Simone un epico costa a
costa a piedi dell'Italia, rimanendo infortunato. Leggo molto, ascolto musica in
maniera disordinata e shuffle ("dai Clash ai Baustelle, robe così"), ho
la patente ma non guido, gioco male a pallone però ogni tanto corro, sto
imparando lentamente a cucinare. Sono stato nominato presidente onorario del
Trentalance Football Club, che non è una cosa seria ovviamente. Scrivo dove capita, e non in maniera
stabile. Anche di cose locali, giù a Gaeta: su giornali e su siti. Ho un blog dal gennaio 2001, da cui mi affaccio quasi ogni giorno, col
pigiama stazzonato e gli occhi rossi di insonnia oppure col vestito buono di
società, accompagnato dai fragori del mondo o dal tran tran quotidiano. Tuttora
non so a che punto si trovi la mia trasformazione "da uomo a sito". Ma, come
dice un altro illustre blogger, "stanco di cercare me stesso, mi siedo sulla
riva e aspetto che sia me stesso a trovarmi".
* * * * * * *
«Un vero personaggio uscito dal western
di Sergio Leone, che alla fine del film non sai se ci ucciderà tutti ad
uno ad uno in modi bizzarri oppure inquadra l'happy end de "arrivano i
nostri"»
(Massimo Canevacci, antropologo)
«Evidentemente un ragazzino disadattato»
(Guia Soncini, giornalista)
«Figlio dei tempi moderni, aspirante genio
mediatico»
("La Provincia", quotidiano locale)
«Il più grande eversivo postmoderno»
(Peppuccio Di Caterino, semiotico politico)
«Dietro gli occhiali si celano quegli occhi blu
ghiaccio, divertiti dalla misera commedia umana alla quale ogni tanto sceglie
scientemente di partecipare. La sua “erre” moscia gli dona un tratto molto
radical che non diventa mai chic, grazie al suo
disinteresse per ciò che indossa»
(Ops Lab, società di ricerca e comunicazione
politica)
«Senza valori»
(Avv. Giuseppe Matarazzo, consigliere comunale
dell'Udc)
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