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» gaeta
La nostra provincia
pettegola e un po' porno
Luca Di Ciaccio
telefree.it,
8 luglio 2008
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C'è una nuvola di
sudicio attorno al governo dell'Italia e anche attorno a tante piccole
vite e governi di provincia. Una nuvola che, come scriveva Francesco
Merlo su Repubblica qualche giorno fa, "non rimanda al valore della
seduzione ma al disvalore dell'impotenza depravata". Sarà il caldo afoso
di stagione, sarà l'aria claustrofobica di questi tempi.
Il circo mediatico nazionale, tra
moralismi assortiti e complicità ghignanti, va appresso alle misteriose
intercettazioni telefoniche in cui il capo del governo Berlusconi si
intratterrebbe su abilità amatorie, ministeri da offrire e scosciate da
far impazzire. E qui nel golfo di Gaeta, cullati dalle onde del mare e
dalla risacca di mille desideri, in migliaia si attaccano ai computer
per attendere le bollenti rivelazioni a sfondo sessuale su consiglieri
comunali, sindaci e vescovi del clero diocesano, minacciate da un
politico di Rifondazione Comunista a mezzo internet come somma punizione
per l'abolizione del registro comunale delle unioni di fatto istituito
in quel di Formia appena un anno fa. E dunque: chi si salverà, chi ci
salverà dal turbamento cannibale e dagli scandali della carne?
Delio Fantasia, l'ex consigliere di Rifondazione
autore del bailamme sessual-politico formiano, racconta che a lui della
morbosità, del voyeurismo, di quello che la gente fa a letto non gliene
importa nulla. "Se uno cerca sesso a pagamento, o mette le corna alla
moglie e al marito, oppure se un uomo va con un altro uomo, se uno è
poligamo, a me non me ne può fregare di meno. Ognuno è libero di vivere
la propria sessualità come meglio crede, anche in pieno libertinaggio.
Non sarò sicuramente io, che morale non sono, a fare la morale agli
altri. Ma quando queste persone pretendono di apparire caste e pure, e
di puntare l'indice contro il prossimo, quando tendono a dare
prescrizioni di vita, a dire cosa è sacra famiglia e cosa non lo è,
quando pretendono di impedire ad altri di costruirsi un proprio progetto
di vita comune, beh... allora queste persone è giusto che vengano
smascherate per quelle che sono: dei miserabili".
Quando Fantasia ha visto la nuova maggioranza di
centrodestra a guida Udc abolire in due minuti la delibera sui
cosiddetti "Dico formiani", manco fosse il primo dei problemi che
assillano la sua città, quella stessa "simbolica" delibera che tanta
fatica gli era costata far passare, appena un anno fa col centrosinistra
ancora al governo della città, non ci ha visto più. "Stavolta la pagano"
si è detto. Ha annunciato il suo insolito ultimatum a siti web e
giornali. I primi lo hanno riportato, i secondi no. L'attesa lo ha
travolto: "Le gente mi telefona, mi scrive, mi ferma per strada. Da
quando ho promesso di fare questi nomi tutti vogliono anticipazioni,
vogliono sapere. Qualcuno lo chiede perché teme di essere nella lista,
qualcun altro per mera rivalsa, qualcun'altro solo per morbosità. Molti
vogliono raccontare, ma poi nessuno vuole esporsi. A volte mi chiedo se
Formia sia una città o un puttanaio".
Benvenuti all'inferno, così questo Delio nelle vesti
di moralizzatore senza morale ha intitolato il suo pezzo. Ma poi uno lo
legge e più che l'inferno fiammeggiante della morale scopre solamente
l'inverno gelido dei sentimenti. Ci sono quei
politici di centrodestra, prossimi a ricevere pomposi incarichi
municipali e societari, e le loro maschere stanche in una monotona sera
di provincia, in un ristorante fuori mano di quelli buoni per portarci
l'amante, col bordello del consiglio comunale finito troppo presto e il
bordello delle "negre che cu' dieci euro ti fanno 'nu bello servizio" in
cui rifugiarsi prima che sia troppo tardi. E magari ti invitano pure
alla loro "bella attrippata" superando le noiose barriere politiche, ma
se non accetti però "si' peggio che comunista, tu si' proprio nu'
ricchione", e dunque destinato non alla serenità di un Dico ma al
massimo a una sosta nelle piazzole della Flacca dove soddisfare, insieme
ad altri insospettabili professionisti e padri di famiglia, le proprie
voglie represse con cui la vecchia morale ha impedito di fare i conti.
C'è poi quel famoso vescovo di cui un anonimo operaio della Fiat
racconta che era l'amante di Alessia, una bella ragazza di Arce dagli
occhi dolci "di cui mi ero innamorato pazzamente". E Delio che gli
risponde: "Il vescovo che va a femmine? Ma dai non ci credo! E adesso
chi glielo dice al suo maschio fidanzato?".
Nessun fatto, nessuna prova documentale, nessun
riferimento oggettivo nel rabberciato e caciarone dossier di Delio.
Qualche pettegolezzo postribolare, tutto qui. Più che l'ultima frontiera
della battaglia politica questa è la solita merda da mettere nei
ventilatori, verrebbe da dire. Però fa gola a tutti, e tutti corrono a
sbirciare. Qualche sito pubblica con delle opportune pecette i nomi e i
riferimenti più espliciti, altri blog mettono in rete il pezzo
integrale. La carta stampata eviterà di farne cenno, forse per difendere
l'idea di una sua malintesa rispettabilità. Fantasia si dice pronto ad
affrontare eventuali denunce penali. Il pozzo della sapidezza sessuale è
tuttavia senza fine e, nel mondo dei simulacri e dei surrogati, non c'è
più alcuna differenza tra le conversazioni autentiche e quelle
autenticate, tra il vero e il verosimile, il reale e il reality.
"Meglio le luci rosse che i fondi neri", diceva il
senatore Giovanni Spadolini, molti anni fa. Siamo nella "pornopolitica",
accusa oggi il Cavalier Berlusconi. Non è una scoperta, ma bisogna
intendersi. Forse questa pornopolitica è davvero l'acqua torva e untuosa
in cui nuotiamo tutti. La minaccia della rivelazione piccante,
dell'intercettazione imminente, della telefonata scottante. Amplificata
dal nuovo modo di fare informazione attraverso l'incontrollabile rete
del web. Vicende umane, organiche, scivolose, spesso un fruscio
impercettibile di banconote in sottofondo, o un aiuto chimico per le
menti cavernose quanto i corpi, perché il sesso fa vita e allegria, ma
imbratta.
"E' l'imbarbarimento della vita pubblica" tuonano dai
palazzi del potere. E in effetti c'è stata un'epoca in cui letti, corna,
amanti, omosessualità e figli illegittimi erano rigorosamente separati
nella battaglia politica. E ancora meno dalla battaglia tra laici e
clero cattolico. In fondo sono uomini anche loro, e donne: poveracci. La
vergogna, la rabbia, la menzogna, magari, i mariti, le mogli, gli
avvoltoi... Ma sono anche politici. Personaggi pubblici. Vittime
talvolta ma pure carnefici. E la politica di oggi, per sua stessa mano,
ha smarrito troppi pudori e troppi confini, insieme alle solite vecchie
ideologie. Fino a rendersi quanto di più simile a un reality show,
compulsando gli aggiornamenti dei siti internet, gli invii massicci dei
comunicati stampa e le proprie immagini riflesse dalla tv. Perché il
pubblico, come del resto il popolo, sa essere ben feroce e ormai non si
ferma davanti a nulla. Una bestiaccia, oltretutto, che vive di sospetti,
di malizie, di suggestioni, di finta trasparenza. Per cui è abbastanza
inutile chiedere se è vero o non è vero, è piuttosto vano
scandalizzarsi.
Dunque è inevitabile pensare che gli inestricabili e
beffardi vincoli tra letto e potere incidano grevemente sulla vita delle
nostre istituzioni. Perfino a livello locale, nel nostro piccolo. "Bene
o male, l'importante è che si parli di me" ha risposto mesi fa l'attuale
sindaco di Gaeta Raimondi, "scapolo d'oro", dopo essere stato
paparazzato su internet in una "notte brava" con cena romantica insieme
a due giovani ragazze. Appena pochi anni fa un assessore gaetano si
ritrovò invece licenziato dall'allora sindaco dopo una scappatella con
una giovane amante dell'est che aveva fatto chiacchierare tutto il
paese, ma in compenso fu perdonato dalla moglie. Un altro assessore del
circondario una volta confessò ai suoi amici che da quando si era
insediato in Municipio la sua vita sessuale, extraconiugale s'intende,
aveva avuto un netto miglioramento, "più comandi più fotti, altroché".
In una città vicina, un noto candidato sindaco sul palco di un comizio,
indicando le prime file di donne e madri di famiglia che lo acclamavano,
si vantò: "Vedi quante ce ne sono, almeno la metà di quelle me le sono
scopate".
Chissà se il rifondarolo Fantasia, novello eroe del
gossip paesano, pensa sul serio che rivelare le magagne extraconiugali
dei politici di centrodestra o dei preti locali sia un aiuto sulla via
del progresso civile. Dei costumi sessuali del maschio Alfa paesano,
come quelli di chiunque, non mi importa nulla. Non riesco neanche a
giudicare i miei, figuriamoci quelli degli altri. E poi non è forse vero
che il seduttore italiano si pente dei peccati di cui va, al tempo
stesso, fiero? In queste latitudini, per fortuna poco puritane, la
coerenza non ha un valore troppo alto. Basti vedere il numero di
divorziati che promuoveva l'ecclesiastico Family Day poco più di un anno
fa a Roma.
Il vulcanico Delio pensa forse
di marciare, con le sue rivelazioni libertine, verso la rivoluzione dei
costumi e invece va ad inserirsi nelle eterne cattiverie e dicerie
moraliste di paese, roba vecchissima per capirci. Roba adatta a un
popolo feroce e meschino, eccitato dallo scandalo sexy tanto quanto ben
tollerante per altri tipi di impicci politici ed economici. Alla fine
temo che quest'ondata di indimostrate pruriginosità si risolva tutta a
favore dei personaggi oggetto delle dicerie, pronti a incassare le
simpatie e la solidarietà di un intero popolo di cittadini che giammai,
nella vita pubblica come in quella privata, oserebbe scagliare una prima
pietra. D'altronde anche la famosa delibera dei "Dico comunali",
approvata un anno fa con soli sei risicatissimi voti, a cui nemmeno una
coppia che sia una si era mai iscritta, e la cui abolizione è
all'origine di questa vicenda, ci insegna che sul breve periodo vincono
sempre gli slogan ad effetto e le paure del nuovo, e che quindi non
bastano le eroiche delibere e i colpi di scena a cambiare la mentalità
di un paese. Come direbbe Alexander, il protagonista del Lamento di
Portnoy, che nel romanzo è un rampante politico newyorchese, "perché
incatenarmi a una tazza di gabinetto per l'eternità? Per aver amato una
ragazza allegra?".
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