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Famiglie, nudisti e rave party: la doppia vita di
una spiaggia
Luca Di Ciaccio
Il Corsivo,
8 agosto 2002
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Quando, in
una tranquilla mattina di inizio agosto, il proprietario di uno stabilimento
balneare si è visto piombare davanti due macchine dei vigili e due della
polizia probabilmente si sarà fatto un rapido esame dei peccati e delle leggi,
e forse avrà pure temuto il peggio.
A
qualcuno, sull’esotica spiaggia delle Scissure, nascosta agli occhi degli
automobilisti che sfrecciano sulla strada tra Gaeta e Sperlonga pochi metri più
sopra ma non alla lunga mano della speculazione edilizia, saranno subito tornate
alla mente le immagini dei sigilli giudiziari che un diligente procuratore della
zona aveva appioppato negli ultimi mesi a numerosi locali e villette in riva al
mare ma fuori dalle regole. Costui non si era fermato nemmeno di fronte alle
petizioni della vipperia di
Sabaudia.
Ma
l’occhio indagatore di vigili e poliziotti stavolta si è andato subito a
posare sui corpi degli ignari bagnanti. “Ci hanno chiamato per i nudisti e i
campeggiatori”, e anche il proprietario ha tirato un sospiro di sollievo.
Dunque,
ciò che turbava la pace di una tranquilla mattina su una spiaggia lontana dalle
masse dei grandi esodi estivi erano qualche centimetro in più di carne al sole
e cinque o sei tende da campeggio.
Qualche
solerte turista o gestore di spiaggia aveva deciso che quei fricchettoni con la
chitarra e la tenda e quel manipolo di “scostumati” erano di troppo. E aveva
tempestato di telefonate tutti i possibili tutori dell’ordine e della morale.
Ai quali era forse venuto il sospetto di andare a fare un blitz per sgominare
Sodoma e Gomorra su una spiaggia di periferia.
La
spiaggia delle Scissure, circondata da un paio di torrette d’avvistamento dei
tempi delle invasioni turche, memoria di quando si guardava il mare e non i
buchi delle serrature, è nota come la spiaggia alternativa e un po’ snob
della zona. Dove da tempo convivono alberghi cinquestelle e tende da campeggio,
villeggianti con bungalow - ombrellone - 2 lettini – tutto compreso e
naturisti con asciugamano e pochi fronzoli, discoteche con buttafuori e rave
party di mezza estate.
Né
si è mai arrivati a episodi di intolleranza, come nel celebre episodio della
vicina Sperlonga, quando gli indigeni incazzati e turbati presero a rincorrere
coi bastoni la ciurma di tranquilli nudisti.
Quella
mattina invece, magari per una soffiata o solo per coincidenza, i famosi nudisti
non c’erano. Solo
pochi ragazzi e ragazze in tenda, a farsi la loro vacanza ecologica, campeggio
libero e clandestino, chitarre e grigliate sulla sabbia. Agli agenti, sollevati
dall’incriminazione di nudità (e in certi casi che si fa? Si procede al
rivestimento coatto, si applicano bollini neri come al cinema, o forse ci si
deve mettere a misurare pure i tanga?), non è rimasto che multare gli innocui
campeggiatori, i quali pure se muniti di regolare costume comunque occupavano
sabbia pubblica (cosa invece permessa agli stabilimenti che poi ti rivendono a
caro prezzo la tua piccola pigiata porzione di spiaggia).
Proprio
poche notti fa, sulla stessa spiaggia si erano dati appuntamento, con internet e
passaparola, qualche centinaio di persone per lo “Scissurection”, ovvero un
rave party di mezza estate sulla spiaggia.
Sono
arrivati giovani da varie parti d’Italia e anche da Londra, d.j. di musica
tecno, gruppi musicali, circoli anarchici e campeggiatori.
Praticamente
un evento. Di quelli che gli assessorati, i locali e le pro loco della zona se
li sognano da anni. Polizia
e Questura hanno controllato, ma alla fine si è svolto tutto regolarmente.
In
conclusione è stato verificato e messo pure a verbale che sono ben altri i
pericoli che minacciano le spiagge. Di certo non i corpi al sole di attempati
naturisti, né qualche ritrovo di fricchettoni.
Che
al massimo fanno solo un po’ di invidia. Come due mondi che non si conoscono,
e fanno fatica a capirsi. Che avranno infatti da dirsi i “costumati” e gli
adepti del corpo libero, le famigliole sotto l’ombrellone e i naturalisti in
tenda, i discotecari con rissa e buttafuori al seguito e i frequentatori di rave
party liberi e
casinari?
Forse
niente. Ma già la loro pacifica convivenza, senza bisogno di tutori
dell’ordine e foglie di fico, sarebbe una buona notizia di questa estate.
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