|
» gaeta
Don Antonio,
il Comunista e il
Crocifisso parlante
Luca Di Ciaccio
telefree.it,
8 ottobre 2007
|
Peppone e Don Camillo, al confronto, erano
dei dilettanti. Certo, lo scontro tra nuovi laici e nuovi clericali che
impazza nella crisi italiana al giorno d'oggi può fregiarsi di mezzi e
tecnologie che cinquant'anni fa nemmeno ci si sognava. I blog e i forum
su internet, per esempio. Non c'è più il Pci, non c'è più la Dc, e anche
i preti non sono più quelli di una volta (sicché proprio internet con le
sue chat aumenta a dismisura le tentazioni del peccato pure per taluni
ministri del culto, come rivelato da certe recenti inchieste tv). Poi ci
sono le nuove questioni sociali in ballo: dai Pacs all'eutanasia fino
alla clonazione, ma volete mettere il gusto di passare notti insonni e
pause pranzo ad azzannarsi sulle solite scampanate parrocchiali che la
domenica mattina non fanno dormire o sulle intramontabili processioni
che bloccano il traffico del quartiere ogni settimana che Dio (manco a
dirlo) manda in terra, e insomma 'sti preti, e insomma 'sti comunisti,
sempre i soliti voi, no siete voi che non cambiate mai.
A Formia, giù nel meridione nel Lazio, il dibattito ha assunto risvolti
eterodossi e pieghe esilaranti, più da commedia che da concilio. Su
Telefree.it, affollato raccoglitore telematico di notizie, cronache e
umori della zona, a scatenare l'ultima polemica è stata la notizia
dell'arrivo in città, con tutti gli onori, del "crocifisso di San
Damiano", preziosa reliquia "cara ai devoti di San Francesco", nel
quartiere di Gianola, e precisamente nel piazzale dell'ex Seven Up,
vecchia sede di una discoteca anni 70 dalla fama un po' licenziosa.
A postare la news dell'evento è un utente dal nickname DinDon (un
sacerdote? un chierichetto? un sacrestano?). A scatenare la bagarre è
l'utente DelioFantasia, nick e nome reale di un agguerrito consigliere
comunale di Rifondazione Comunista (già mezzo scomunicato per aver osato
far approvare pochi mesi orsono un registro delle unioni civili,
etichettato dall'opposizione di destra come primo passo verso una Sodoma
e Gomorra del sudpontino, hanno detto proprio così). E così scrive
Delio, commentando la news: non dite che la città accoglie il
crocifisso, semmai lo accoglie "un gruppo circoscritto di persone,
essendo anche io di Formia e non attendendo alcun crocefisso". E giù una
pioggia di centinaia di commenti, dai più disparati nickname. Uno
squarcio di un Paese ancora diviso tra chiese e botteghe.
Xmas: "Mi sa tanto che il circoscritto sei tu". Pino65, consigliere di
circoscrizione, invita anche Delio a partecipare: "Sai nella vita non si
sa mai, avere un prete per amico". DinDon, porgendo l'altra guancia:
"Anche se tu non aspetti nessun Crocifisso, Lui viene in maniera
inaspettata, che nemmeno te ne accorgi". Malatempora, saggia mediatrice:
"E' così difficile evitare le offese e cercare di capire le ragioni
dell'altro?". Delio ribatte: "Non ho offeso nessuno, chi cerca di
imporre crocefissi e corbellerie simili deve sapere di agire contro la
maggioranza dei cittadini". DinDon rilancia: "Grazie della sua
collaborazione, Delio... in fondo ci voleva il bacio di Giuda per
salvare il mondo attraverso la Croce. E anche se Lei non condivide
arriverà a Formia un bel Crocifisso e poi anche la bella Madonna di
Fatima". CapitanHarlock: "Sei senza partito, senza poltrona, senza Dio".
Diavoloaquattro, immedesimato nella parte: "Vorrei vedere se tutti voi
andate in chiesa, e rispettate le leggi di Dio, non credo proprio che
rispettate il mio avversario Dio". DinDon, categorico: "Qui si tratta di
capire se ognuno di noi sta dalla parte della verità o della menzogna".
Hai detto niente. Uranio: "Secondo me Don Camillo e Peppone si
schiatterebbero di risate". CapitanHarlock: "Basta con 'sta politica
infilata ovunque!" (e ti pareva: la casta! la casta!). Tavolacalda, il
quale giusto pochi giorni fa aveva commentato la nomina del nuovo
arcivescovo sussurrando che girano "boccacceschi pettegolezzi" attorno a
sua eminenza, ora si stupisce: "Cacchio, ma davvero chi vuol professare
la propria fede, deve farlo solo per apparire?". Ulisse50 annuncia che
non potrà venire, è già impegnato in "corsette amatoriali tra nudisti in
Cornovaglia". Marinta gli risponde che alla periferia di Formia c'è una
cosa più importante: "Ti rendi conto, la vita eterna! Pensaci... non
senti i brividi sulla tua pelle?".
Delio torna all'attacco: "Azz, questa mi era sfuggita. Che è sta storia
della processione? Per caso si tratta dell'ennesimo blocco stradale?".
Pasquino3: "La Chiesa è tracotante? Perché forse suona le campane
secondo l'orario stabilito? Perché organizza una festa animando un
lungomare?". DinDon ci riprova a portare il Verbo: "Capito Deliooooo? Il
parroco di Gianola ti aspetta". Ma Delio mica è come il subcomandante
Bertinotti, lui non lascia speranze: "Neanche se mi fanno una pera di
eroina al cervello". DinDon, a buon intenditor: "Dovremo essere
illuminati dal Crocifisso per le prossime amministrative a Formia per
votare chi piace a Gesù Cristo". DonAntonio, ecco pure lui: "Finalmente
sono riuscito ad iscrivermi anche io". Amen. Certi preti ne sanno una
più del diavolo. Ulisse50, a proposito del crocifisso che avrebbe
interloquito con San Francesco: "Non è l'unico caso nella letteratura
italiana in cui un pezzo di legno parla". Lince puntualizza: "Se è per
questo parlava anche Pinocchio". Si mettono in mezzo pure i santi
guerrieri e i politici bigotti, ma tocca ammettere che con nessuno di
loro ci si vorrebbe ritrovare in paradiso (o altrove). Graziano1
sottolinea: "Il crocifisso anche per i non credenti è un'opera d'arte
importantissima! Non un dipinto qualsiasi, ma un dipinto su tavola di
scuola umbra di una bellezza unica". Ancora Ulisse50 vede le foto
dell'evento e si indigna: "No queste foto no. Non posso crederci! Ma chi
sono questi buzzurri irrispettosi, vestiti come se andassero a Roma -
Lazio, e ostentato il sacro legno come fosse il frutto di una battuta di
caccia grossa!". Che mancanza di stile, ma insomma il papa tedesco non
ha insegnato nulla?
Verso il centocinquantesimo commento, arriva il colpo di scena: il
Crocifisso non è l'opera originale medioevale, bensì una "copia
itinerante". Delio, gongolante: "Tutto sto bordello per una copia di una
croce? Ma veramente stiamo facendo? Ahahahah". Attinove, rimette le cose
al loro posto: "Caro Delio, cosa ci vuoi fare anche te sei una copia di
quello che è un vero comunista, o sbaglio?". DinDon si difende: ma si
capiva che non era l'originale, era scontato, no? Non pare. Graziano1:
"Mah... in fondo è coerente con le campane finte e l'organo elettronico.
A quando i calici di plastica?". Ulisse50 ammonisce i devoti: "Chi dice
bugie va all'inferno, e gradirei avere buona compagnia, possibilmente".
DinDon sottilizza come il più scafato dei gesuiti: "Comunque la copia è
un'originale di per sè". La telenovela continua. L'altra sera è pure
caduto un fulmine a venti metri dalla sede di Telefree, squassando la
vicina linea ferroviaria. Un chiaro messaggio divino, insinua qualcuno.
Intanto forse Delio si porterà un palmare in giunta e Don Antonio un
wireless nel confessionale. Guareschi magari da lassù se la riderà. E
con tutto questo vociare se il crocifisso riparlasse sarà difficile che
qualcuno lo senta.
|